Ottovolante dell’economia

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Non solo tecnologia

In uno scenario caratterizzato da cambiamenti rapidi, i manager devono interpretare l’ambiente, assumersi la responsabilità delle proprie scelte e verificare la coerenza tra valori personali e purpose dell’organizzazione. L’intelligenza artificiale può produrre benefici solo se accompagnata dalla trasformazione dei processi e da una formazione continua, sempre più fondata sull’integrazione tra esperienza manageriale, apprendimento informale e conoscenza accademica.
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Tra virtuale e reale vince l’umano

Mentre il mondo virtuale domina l’elaborazione di dati e scenari complessi, è l’essere umano a brillare nell’arte del foresight, nel pensiero critico e nelle scelte audaci. Solo l’esperienza reale offre quella scintilla di intuizione, autonomia e fiducia capace di trasformare le idee in innovazione concreta.
Immagine Lo Spazio entra nell’orbita del mercato: intervista a Luca del Monte

Lo Spazio entra nell’orbita del mercato: intervista a Luca del Monte

L’Agenzia Spaziale Europea affronta una fase cruciale: accanto alla ricerca e all’esplorazione si apre un nuovo capitolo fatto di imprese, startup, investitori e cittadini sempre più coinvolti. Luca del Monte, Head of Commercialisation Department dell’ESA, racconta come si sta evolvendo il ruolo dell’agenzia pubblica e perché parlare oggi di un mercato spaziale compiuto rischia di essere prematuro.
Immagine Le tre dimensioni dell’intelligenza oltre la superficie

Le tre dimensioni dell’intelligenza oltre la superficie

Il titolo del Learning Lab di ASFOR ispira tre letture dell’intelligenza: quella superficiale, quella “surfante” che segue l’opportunismo, e quella profonda, radicata in valori solidi e aperta al dialogo. Un invito a pensare criticamente in tempi di intelligenza artificiale e crisi della democrazia.
Immagine La formazione manageriale e la sfida delle disuguaglianze

La formazione manageriale e la sfida delle disuguaglianze

La formazione manageriale deve affrontare la sfida delle disuguaglianze, superando la logica dell’élite per diffondere competenze a tutti. Investire sull’equità rafforza relazioni e sostenibilità, anticipando i bisogni della società. Il cambiamento può avvenire per necessità o per scelta: meglio guidarlo con convinzione.
Immagine I dilemmi dell’intelligenza artificiale

I dilemmi dell’intelligenza artificiale

Anche se i sistemi di intelligenza artificiale sono da anni presenti e utilizzati in tanti software scaricabili dalla rete, si può dire che il boom è scoppiato alla fine del 2022 con ChatGPT che in poche settimane ha raggiunto i 100 milioni di utenti. Da allora il tema è entrato di prepotenza nel dibattito sociale e anche politico, tanto è vero che è stato uno dei temi trattati nel G7 che si è svolto in Puglia a metà giugno con la presenza del Papa. Non si poteva perciò evitare di chiedere ai manager privati e pubblici intervistati per una ricerca di APAFORM in collaborazione con Federmanagement il loro pensiero in merito. Durante le interviste è stata posta in modo provocatorio la domanda di qualificare la loro posizione tra due estremi: i tecno-fans e i tecno-tiepidi.
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Amministrazioni pubbliche purpose or dignity driven?

Molti studiosi hanno sottolineato due caratteristiche peculiari del capitalismo, che lo farebbero superiore ad altri sistemi. In primo luogo, l’attitudine ad adattarsi all’evoluzione dei bisogni, delle percezioni, delle aspettative di centinaia di milioni di persone. In secondo luogo, la sua capacità di assorbire e metabolizzare le idee e i comportamenti che nascono come critica nei suoi confronti.
Immagine Il lavoro nobilita la persona… o forse no?

Il lavoro nobilita la persona… o forse no?

Vi sono numerosi sintomi che esprimono la crisi del mondo del lavoro, dalle grandi dimissioni al diffondersi di situazioni di depressione soprattutto in persone che hanno responsabilità intermedie nelle grandi organizzazioni, dal fenomeno dei net al paradosso di molte centinaia di migliaia di disoccupati e altrettante centinaia di migliaia di posti di lavoro vacanti. Per passare dall’osservazione alla diagnosi si può far riferimento a tre chiavi di lettura.
Immagine La digitalizzazione all’assalto della roccaforte della burocrazia

La digitalizzazione all’assalto della roccaforte della burocrazia

È acquisito che la digitalizzazione rappresenti una disruptive Innovation di tipo pervasivo in tutti gli ambiti della società e dell’economia. Questa è destinata a modificare radicalmente comportamenti individuali, economici e sociali e perfino ad accelerare l’evoluzione del cervello umano. Un’innovazione caratterizzata dal contemporaneo sviluppo in profondità (conoscenza sempre più specialistica) e orizzontalità (necessità di integrare conoscenze specialistiche), velocità, complessità e incertezza. In questo contesto può sorgere spontanea una domanda che è fondamentale per i formatori di management per le amministrazioni pubbliche: riuscirà la digitalizzazione a rompere la roccaforte della burocrazia?
Immagine Impresa senza confini… speriamo non diventi liquida o, peggio, liquefatta

Impresa senza confini… speriamo non diventi liquida o, peggio, liquefatta

Ho sentito parlare in modo strutturato dell’impresa senza confini alla fine degli anni ’80. Da alcuni anni il tema è ritornato di grande attualità con riferimento alla open innovation, alle partnership, alle organizzazioni ibride, allo smart working, alle strutture ad assetto variabile. Una evoluzione che rispecchia una circolarità nella organizzazione che tuttavia si colloca in un contesto di conoscenze e tecnologie molto diverse dal passato.
Immagine I processi di apprendimento sono digitali o sono inutili?

I processi di apprendimento sono digitali o sono inutili?

Inizio questo contributo parafrasando la frase di un CEO di una grande multinazionale che alcuni anni fa affermò: «Conosco solo due tipi di imprese, quelle veloci e quelle morte». Si potrebbe dire che “esistono solo due tipi di apprendimento: quello digitale e quello inutile se non dannoso”.