Orizzonti possibili

Immagine Il potenziale trasformativo del purpose nelle organizzazioni: riflessioni da due esperienze della PoliMi GSOM

Il potenziale trasformativo del purpose nelle organizzazioni: riflessioni da due esperienze della PoliMi GSOM

Nell'epoca contemporanea, caratterizzata da cambiamenti rapidi e da sfide globali senza precedenti, le organizzazioni sono chiamate a riflettere profondamente sul proprio ruolo nella società. Il concetto di purpose, ovvero la ragion d'essere di un'organizzazione, emerge come un pilastro fondamentale su cui costruire strategie resilienti e significative. La prima edizione dei “Purpose Days” tenutasi a ottobre 2023 e il rapporto di ricerca della Corporate Education Community 2023 della POLIMI Graduate School of Management gettano luce sull'importanza crescente del purpose nelle organizzazioni italiane, offrendo spunti di riflessione e dati concreti sul suo impatto nel panorama aziendale. Grazie a queste iniziative, il tema del purpose è esplorato in modo pragmatico, quantitativo, scientifico ed esperienziale diventando oggetto di dialogo e di confronto aperto tra l’accademia e le aziende.
Immagine I modelli di apprendimento per la formazione professionale: il rinascimento delle Scuole di Mestiere

I modelli di apprendimento per la formazione professionale: il rinascimento delle Scuole di Mestiere

La Scuola dei Mestieri dell’Energia è partita con l’ambizione di sperimentare e far rinascere un modello in grado di rispondere concretamente alle sfide educative, formative e professionali che non possiamo permetterci il lusso di ignorare e che possono pregiudicare la capacità del paese Italia e del suo sistema imprenditoriale  ed educativo di “scaricare a terra” il  PNNR,  vanificando l’opportunità storica di contribuire a risolvere gli atavici problemi del nostro mercato del lavoro  e perdendo  soprattutto l’opportunità di offrire una concreta e aggiuntiva prospettiva di impiego professionale  e di futuro alle nuove generazioni.
Immagine Human to human. Le neuroscienze al servizio delle relazioni umane

Human to human. Le neuroscienze al servizio delle relazioni umane

In quale modo elaboriamo le nostre scelte quotidiane, di consumo, politiche, economiche, sociali? Come influenziamo anche inconsciamente le nostre relazioni? Di cosa devono essere maggiormente consapevoli i manager oggi? Gli ultimi aggiornamenti sono stati condivisi durante il convegno CERTAMENTE, autorevole appuntamento annuale, tenutosi il 17 maggio a Milano, dedicato agli addetti della comunicazione, del marketing e delle risorse umane con l’obiettivo di sfatare la nostra convinzione di approcciare il mondo e di reagire ai suoi stimoli in modo totalmente consapevole.
Immagine Formazione a distanza, neuroscienze e delocalizzazione: una nuova andragogia del presente

Formazione a distanza, neuroscienze e delocalizzazione: una nuova andragogia del presente

In quei mesi, ci è venuta in mente una definizione: “Formazione a Distanza Ravvicinata”, FaDR. Una provocazione, un ossimoro che lancia una sfida: è possibile, anche a distanza, generare relazioni di apprendimento che avvicinino i partecipanti? La formazione è destinata a diventare qualcosa di freddo, spersonalizzato e in serie, o è possibile continuare a lavorare sulla dimensione umana ed esperienziale? La risposta che ci siamo dati è di natura linguistica: se non cambia la pragmatica, non deve e non può cambiare la natura relazionale ed esperienziale della formazione, ma solo la sua sintassi comunicativa, in altre parole gli strumenti attraverso cui queste dimensioni vengono attivate.
Immagine Gli scenari del digital learning

Gli scenari del digital learning

Nella nostra società sempre più complessa e guidata dalla tecnologia, il futuro del lavoro è più incerto e richiede alle persone di adattarsi a continui cambiamenti. Questo rende necessaria una predisposizione ad apprendere per tutta la vita. Il rapido sviluppo delle tecnologie digitali ha avuto negli ultimi dieci anni un forte impatto su tutti i settori e l'istruzione non fa eccezione in questo contesto evolutivo. In questa corsa alla competitività d'impresa che caratterizza il mercato non si può prescindere dal digitale, nel suo ruolo di abilitatore al cambiamento.
Immagine Il valore del Made in Italy

Il valore del Made in Italy

Ipiù recenti dati Istat indicano che, dopo la già brillante crescita economica del 2021, pari al +6,6%, nel secondo trimestre del 2022 il PIL italiano è cresciuto ancora dell’1,1% in termini congiunturali e del 4,7% in termini tendenziali, comportando una variazione acquisita pari al +3,5% per il 2022. Gran parte di questa crescita è stata dovuta alla manifattura, specie nel 2021.
Immagine Ancora in mezzo alla tempesta, ma all’orizzonte le luci di una nuova alba

Ancora in mezzo alla tempesta, ma all’orizzonte le luci di una nuova alba

Il capitale umano delle aziende sembra esausto. Durante i due lunghi anni della pandemia le persone hanno dato prova di reazione, resistenza e resilienza, ma ora sembrano affiorare affaticamento, stress, smarrimento, fragilità e paura. Con l’esplosione forzata dell’home working si è registrata una crescita di produttività del lavoro ma a scapito di persone che nell’ultima ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano dichiarano oggi di sentirsi overworked e feel exausted.
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Il motore del cambiamento

Le persone sono il motore del cambiamento. Tutto il resto sono mezzi, strumenti, sistemi. Un principio che vale in ogni organizzazione, pubblica o privata. Esiste una specificità culturale nella PA, rispetto alle organizzazioni private, che richiede un’attenzione particolare quando parliamo di formazione manageriale?
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Gentilezza al lavoro!

Su questo numero di formaFuturi la rubrica Orizzonti Possibili, coordinata da Giorgio Colombo, ospita un approfondimento a cura di Elisabetta Maiocchi, Head of HR di SIAE Microelettronica, e Marco Vigini, Vice Presidente Nazionale di AIDP.
Immagine Nell’era del valore condiviso

Nell’era del valore condiviso

Il termine impresa è il participio passato del verbo imprendere, già noto nel tardo Medioevo con il significato di “intraprendere”, “incominciare”, derivato dal latino parlato imprehendere, ed è composto da “in” e “prehendere”, che significava “assumere sopra di sé”. Partendo dall’etimologia antica, progressivamente consolidatasi nel tempo, la parola ha identificato l’acquisire o avviare una attività, internalizzandone il controllo e, per estensione, l’organismo entro cui vengono coordinate e gestite le attività sottoposte a uno stesso controllo. Matilde Marandola, Presidente Nazionale AIDP, questo mese è ospite della rubrica Orizzonti Possibili, coordinata da Giorgio Colombo.