Persone e organizzazioni: oltre le Colonne d’Ercole

Purpose e formazione manageriale: nuovi paradigmi per le business school

Vladimir Nanut e Francesco Venier

Dopo decenni di perfezionamento di metodi e tecniche di management e gestione del personale, il fenomeno delle “Grandi Dimissioni” e altri fattori hanno acceso i riflettori su questioni profonde legate al lavoro: il suo senso, il suo scopo, l’impatto sulla vita individuale e collettiva. Il mondo del lavoro è in continua evoluzione, alle prese con sfide legate alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale, ma anche al declino demografico, ai flussi migratori e al cambiamento climatico. In questo contesto, le vecchie logiche di management basate sulla mera efficienza ed efficacia, ovvero sulla massimizzazione del profitto a breve termine, non sono più sufficienti. Le persone, in particolare le nuove generazioni, cercano un lavoro che sia in linea con i loro valori e le loro aspettative e che possibilmente abbia un impatto positivo anche sulla società.

Il ruolo del purpose  

Gli aspetti considerati hanno un’influenza diretta anche nella ridefinizione dei processi di formazione manageriale, dovendo integrare i tradizionali approcci volti all’efficienza e alla produttività dell’organizzazione (e in ultima analisi al profitto) con un’attenzione al purpose, al “perché”, ossia alla definizione di un significato profondo del lavoro che sia in grado di creare valore per tutti gli stakeholder: dipendenti, clienti, fornitori, comunità e ambiente, con l’obiettivo di formare manager capaci di guidare le organizzazioni verso un futuro sostenibile e responsabile. Ciò chiama in causa anche una nuova attenzione al tema dell’identità dell’individuo (chi sono, cosa faccio, cosa voglio) e quindi la necessità della creazione di senso che deriva dal bisogno delle persone di avere un legame tra la propria identità (l’immagine di sé) e i modelli proposti dall’organizzazione. In altri termini, occorre cercare di armonizzare i valori e le aspettative delle persone con le esigenze dell’organizzazione, per questo motivo riteniamo che il futuro del lavoro sarà sempre di più nelle mani di manager capaci di guidare le organizzazioni con un senso di purpose chiaro e condiviso.

I vantaggi di un approccio purpose-driven

Avere un purpose aziendale forte offre una serie di vantaggi innegabili.  Innanzitutto, aumenta l’attrattiva e la fidelizzazione dei talenti: le persone sono infatti attratte da organizzazioni che offrono un senso di appartenenza e opportunità di crescita personale e professionale in un contesto significativo. Questo si traduce in una maggiore motivazione e coinvolgimento dei dipendenti, che si sentono parte di un progetto più grande e importante. Di conseguenza, si osserva un miglioramento della performance aziendale, con una maggiore coesione e chiarezza di direzione che permette di affrontare le sfide con una visione comune. La capacità di decision-making diventa più efficace e autonoma, grazie alla condivisione di un purpose comune che facilita la presa di decisioni responsabili anche in situazioni di incertezza. Inoltre, un forte purpose aiuta l’azienda ad essere più resiliente di fronte alle avversità, fornendo ai dipendenti la motivazione per superare le crisi e superarle con forza.

In sintesi, il purpose aziendale rappresenta una bussola fondamentale per guidare l’organizzazione verso il successo, creando un ambiente di lavoro motivante e coinvolgente, migliorando le performance e generando un impatto positivo sulla società.

Le implicazioni per i processi di formazione manageriale

Per le ragioni considerate, l’approccio purpose-driven rappresenta un nuovo paradigma fondamentale anche per la formazione manageriale, in quanto può consentire di offrire risposte efficaci alle sfide del mondo del lavoro e alle nuove esigenze delle persone, con l’obiettivo di creare organizzazioni responsabili, sostenibili, e capaci di generare valore per tutti gli stakeholder e per la società.

In tale prospettiva, una formazione manageriale purpose-driven dovrebbe basarsi su alcuni princìpi chiave:

  • Centralità del purpose: la creazione di senso per l’organizzazione e per le persone deve avere un ruolo centrale nei compiti dei manager.
  • Sviluppo della consapevolezza: i manager devono imparare a conoscere se stessi, i propri valori e l’impatto della propria attività sul fattore lavoro e sulla società.
  • Servant Leadership: sviluppare capacità di leadership basate sull’autenticità, la trasparenza e l’ispirazione; una leadership attivata dal team più che imposta dal leader.
  • Responsabilità sociale: i manager devono creare valore per gli stakeholder interni e esterni attraverso modelli di business sostenibili e innovativi e gestendo le organizzazioni in modo etico e responsabile.

Non vi è dubbio che questi princìpi informeranno sempre di più i programmi di formazione manageriale anche nelle business school, dal momento che si tratta di esigenze largamente presenti nel contesto economico e sociale dei paesi più evoluti.

Il caso MIB Trieste School of Management

L’adozione di un approccio purpose-driven nei programmi formativi della Scuola ha rappresentato un’evoluzione naturale, dal momento che sin dalla nascita e nei suoi 35 anni di attività MIB ha di fatto operato come un’organizzazione purpose-driven, caratterizzata da una mission e da valori fondanti pienamente condivisi da tutti i protagonisti, da una forte identità di gruppo, da un diffuso spirito di solidarietà e di cooperazione, da una leadership in grado di tener conto delle diverse opinioni e capace di trovare soluzioni inclusive capaci di contemperare i bisogni individuali con le esigenze dell’organizzazione.

Tutto ciò ha reso naturale introdurre tale approccio nei processi formativi. Partendo dai moduli dedicati alle tematiche delle competenze interpersonali e alla leadership, l’approccio si è ormai diffuso a tutti i corsi della Scuola, che oggi hanno al centro un chiaro purpose e un set di valori che sono un learning outcome di pari importanza delle competenze tecnico gestionali.  Lo sviluppo di questo approccio ha potuto beneficiare, oltre che delle indicazioni di merito sviluppate dalla letteratura di management, dall’esperienza vissuta sul campo dai docenti e dallo staff che da decenni hanno condiviso il lungo viaggio compiuto da MIB Trieste School of Management, esperienza che costituisce un ulteriore fattore distintivo della sua offerta formativa.