Persone e organizzazioni: oltre le Colonne d’Ercole

Immagine RiFormare le amministrazioni pubbliche

RiFormare le amministrazioni pubbliche

Se c’è una cosa che le amministrazioni pubbliche non si sono fatte mai mancare sono le riforme. Se c’è una cosa che è a lungo mancata è invece la formazione. Eppure, è difficile immaginare cambiamenti organizzativi duraturi senza investimenti nelle competenze e nelle identità professionali delle persone. Una svista? Più probabilmente un ripiego.
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Il motore del cambiamento

Le persone sono il motore del cambiamento. Tutto il resto sono mezzi, strumenti, sistemi. Un principio che vale in ogni organizzazione, pubblica o privata. Esiste una specificità culturale nella PA, rispetto alle organizzazioni private, che richiede un’attenzione particolare quando parliamo di formazione manageriale?
Immagine Quale ruolo per la formazione e quale formazione per supportare il cambiamento?

Quale ruolo per la formazione e quale formazione per supportare il cambiamento?

È chiaro ed evidente che il rapido mutare delle abitudini sociali e lavorative, delle regole etero o auto imposte di convivenza, di condivisione dei luoghi di lavoro e di vita, ha e avrà influenza nel mondo del lavoro, nel modo in cui le persone intenderanno e parteciperanno alle attività produttive, professionali, sociali e nel modo in cui si devono ripensare, nei contenuti, nei metodi e nelle forme di realizzazione, le attività e i processi di apprendimento.
Immagine Dal remote working al lavoro a misura delle persone

Dal remote working al lavoro a misura delle persone

Di nuovi modi di lavorare, e di come questi siano indissolubilmente legati alla rivoluzione digitale, si parla da molti anni. In Italia, circa 10 anni, fa al Politecnico di Milano lanciammo su questo tema un osservatorio, proponendo la definizione di smart working: un nuovo modello organizzativo e di leadership basato sulla restituzione ai lavoratori di autonomia nella scelta di spazi orari e strumenti di lavoro a fronte di una responsabilizzazione sui risultati.
Immagine Una trasformazione da mettere in atto

Una trasformazione da mettere in atto

Stiamo assistendo a un percorso di cambiamento in cui il profitto non è più l'unico scopo di un'impresa. In questo scenario si prefigura un capitalismo ibrido e si concretizza la consapevolezza del ruolo sociale dell’impresa sia essa profit o no profit. Di questo ci parla Cristina Di Bari, imprenditrice e Vice Presidente della Fondazione Giovanni e Annamaria Cottino, ospite di Manuela Brusoni nella rubrica Idee di Qualità
Immagine Nell’era del valore condiviso

Nell’era del valore condiviso

Il termine impresa è il participio passato del verbo imprendere, già noto nel tardo Medioevo con il significato di “intraprendere”, “incominciare”, derivato dal latino parlato imprehendere, ed è composto da “in” e “prehendere”, che significava “assumere sopra di sé”. Partendo dall’etimologia antica, progressivamente consolidatasi nel tempo, la parola ha identificato l’acquisire o avviare una attività, internalizzandone il controllo e, per estensione, l’organismo entro cui vengono coordinate e gestite le attività sottoposte a uno stesso controllo. Matilde Marandola, Presidente Nazionale AIDP, questo mese è ospite della rubrica Orizzonti Possibili, coordinata da Giorgio Colombo.