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Non esiste più il lavoratore di una volta

Ci stavamo ancora leccando le ferite dopo la pesante recessione del 2020 e il duro colpo che l’emergenza sanitaria aveva inferto al mercato del lavoro. Oltre mezzo milione di occupati in meno nel bilancio del 2021 rispetto al periodo pre-Covid, il 2019: -2,4%. E un monte di ore lavorate diminuito, nello stesso periodo, in maniera più che proporzionale: -3,9%. Era una prima spia di quanto stava accadendo: non solo contavamo meno persone al lavoro; in aggiunta, lavoravano di meno. Il che vuol dire meno reddito e meno Pil.
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Una lezione per un futuro “smart”

La pandemia ci ha obbligati a definire nuove modalità di relazione fra le persone e le organizzazioni, ponendo al centro il valore delle competenze e il valore del senso. Ognuno di noi ha vissuto l’esperienza del dopo 9 marzo 2020, del lockdown e della difficile ripresa verso la nuova normalità.
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Inps, nuove soluzioni in un mondo che cambia. Intervista al Presidente Pasquale Tridico

Nelle fasi più acute della pandemia Inps ha messo in campo uno sforzo straordinario per realizzare tutte quelle misure predisposte per fornire un supporto concreto ai cittadini, in ottemperanza delle disposizioni governative. Oggi però l’Italia è un Paese che guarda al futuro con maggiore fiducia e al Next Generation EU come un’opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme. In questo scenario anche la Pubblica Amministrazione potrà assumere un ruolo determinante nel rilancio del Paese. Di questo abbiamo parlato con Pasquale Tridico, Presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, in questa lunga intervista concessa a formaFuturi.
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Diamo a Cesare quel che è di Cesare?

Sappiamo, ma credo sia utile richiamarlo, che il sistema sociale dell’economia concerne la capacità di produrre e distribuire beni e servizi secondo valori e regole che si differenziano tra popoli e nazioni ma che trovano alcuni invarianti nei dati antropologici degli scambi di reciprocità bilanciata, positiva o negativa.
Immagine Università e formazione manageriale alla prova del digitale

Università e formazione manageriale alla prova del digitale

Che la formazione a ogni livello, dopo il Covid, debba ripensare profondamente il proprio ruolo, sembra un dato irreversibile. Tutti i processi di formazione, dalla scuola all’università, dalla formazione manageriale all’aggiornamento professionale, sono attraversati da un cambiamento che obbliga a ripensare agli obiettivi e ai metodi.
Immagine La sfida di tornare a essere un Paese per giovani. Intervista ad Alessandro Rosina   

La sfida di tornare a essere un Paese per giovani. Intervista ad Alessandro Rosina  

Chi sono i giovani italiani? Riusciranno ad assumere un ruolo attivo nella ripartenza dell’Italia? Trasformare questa emergenza sanitaria in un’opportunità per sanare, almeno parzialmente, le diseguaglianze generazionali, non dipenderà solo dall’entità dei finanziamenti di Next Generation Eu. Conteranno soprattutto le scelte che faremo, resistendo anche alla tentazione di limitarsi al “Recovery”, cioè al ripristino di quello che c’era prima, per investire davvero sul nuovo, ovvero sulla “Next generation”. Andrea Crocioni e Mauro Meda hanno approfondito il tema con Alessandro Rosina.
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Cosa vuol dire essere giovani

Cosa vuol dire essere giovani? Ormai sono passati diversi giorni da quando ho iniziato a pensarci. Dopo essermi scervellato ho deciso che il modo migliore per raccontare qualcosa di utile e sensato sarebbe stato raccontarvi la mia esperienza da giovane.
Immagine I giovani e la sfida del “Digital onboarding”

I giovani e la sfida del “Digital onboarding”

I recenti rapporti sull’impatto dello smart work sono tutti concordi nel valutare positivamente il contributo del lavoro da casa alla produttività. Ma c’è un ambito in cui il fenomeno sembra avere un effetto contrario. È quello relativo ai giovani, soprattutto a quei giovani che iniziano una nuova attività presso l’azienda, spesso la prima della loro esperienza professionale.