Persone e organizzazioni: oltre le Colonne d’Ercole

Le persone verso una nuova normalità

Orizzonti possibili

Chiara Colombo, Fabio Comba e Paola Mirioni

Su questo numero di formaFuturi la rubrica coordinata da Giorgio Colombo ospita un approfondimento a cura di Chiara Colombo, Learning Manager di KPMG, Fabio Comba, Direttore Risorse Umane Italia per KPMG e membro del Consiglio Direttivo di AIDP, e Paola Mirioni, People Engagement Lead di KPMG

 Si è parlato molto di come l’emergenza Covid abbia portato lo smart working nella quotidianità di tutte le organizzazioni, rappresentando un enorme cambiamento nel consueto modo di lavorare di tutti noi.

La principale sfida si porrà ora, quando, giunto il termine del periodo emergenziale, dovremo trovare il giusto modo per integrare il risultato di questo fenomeno di apprendimento collettivo nel “new normal”, individuando un nuovo modello di lavoro ibrido che funga da abilitatore di performance organizzativa, mixando il concetto di lavoro per obiettivi con finalità di wellbeing e, non ultime, di engagement.

Questo significa superare il concetto di luogo di lavoro, per consentire agli employee di spostarsi tra diversi hub. Ad esempio, si tratta di capire quale sia il luogo più efficace per svolgere le singole attività: in remoto, in ufficio o dal cliente (o in qualsiasi altro luogo). Il modello di lavoro ibrido ha flessibilità, adattabilità e responsabilità condivisa tra capi e collaboratori. Si adatta a ogni individuo in base a ruolo, esigenze lavorative in un momento specifico e alle preferenze e circostanze personali.

Gli stakeholder coinvolti

Per poter impostare un modello di lavoro ibrido solido ed efficace occorre tenere in considerazione le esigenze di tutti gli stakeholder coinvolti.

Gli employee

Occorre passare dal concetto di “Employee Experience” a quello di “People Experience”: la pandemia ci ha pesantemente ricordato che l’individuo porta tutto se stesso in qualunque ruolo ricopra, che sia professionale o personale. L’attenzione dirompente che le persone ora danno ai concetti di benessere, salute ed equilibrio è un elemento che resisterà anche una volta superata l’emergenza. L’autonomia data dal remote working, inoltre, ha reso consapevoli le persone che un modello manageriale basato sul controllo è inefficace e poco attrattivo. Allo stesso modo, acquisisce un’importanza primaria la qualità delle relazioni e dei momenti di scambio interpersonale.

I clienti

Specialmente nel caso delle realtà B2B, adattarsi a nuove modalità adottate dalle aziende clienti è fondamentale per posizionarsi in maniera competitiva sul mercato e anticipare i trend. Diversi settori presentano differenti gradi di maturazione e individuano soluzioni peculiari per affrontare il new normal: occorre porre grande attenzione agli sviluppi e al proprio contesto per capire la direzione da prendere.

Il Top Management

Occorre definire una direzione chiara sul modello da adottare, fornire supporto al management attraverso gli strumenti necessari per applicarlo, risolvere i temi di work life balance e workload che penalizzano il benessere delle risorse a discapito dei risultati di business. È necessario inoltre fornire indicatori parlanti e immediati per rendere comprensibile anche a chi non è HR l’impatto di questo shift necessario: solo collegandolo a risultati, produttività ed efficienza potrà esser un tema che arriva ai tavoli decisionali.

La società

La componente valoriale e di purpose di ogni azienda è diventata centrale non solo per i candidati/employee, ma per l’opinione pubblica in generale: le aziende virtuose sono quelle che otterranno maggiori consensi, a discapito di quelle che decidono di restare ancorate a modelli obsoleti. Una corretta integrazione nel nuovo modello ibrido di temi quali la sostenibilità, l’inclusion, equity & diversity e l’attenzione al contesto sociale renderanno le aziende più solide e pronte per affrontare il futuro.

Gli impatti organizzativi

Ripensare il modello organizzativo in ottica evolutiva impatta su tutti gli aspetti dell’esperienza: partendo dal luogo al modo di lavorare, attraverso un ripensamento dei processi in ottica flessibile, agile e decentralizzata; è necessario passare dal concetto di “ruolo” a quello di “task” per determinare quale sia il processo più efficiente, valorizzando gli elementi peculiari di ogni attività. Anche il tema della performance risulta pesantemente coinvolto: come definisco il grado di autonomia, le aspettative attese e la qualità dell’output delle mie risorse? Come posso impostare un nuovo modello di valutazione che non sia focalizzato sul controllo del processo ma sui risultati raggiunti? Queste considerazioni impattano anche il percorso di carriera e il modo in cui esso può essere portato avanti.

Gli abilitatori del nuovo modello

Formazione

I leader e i manager devono capire qual è il loro ruolo e come possono abilitare il cambiamento: potranno essere utili percorsi di coaching e momenti di apprendimento collettivo che aiutino i partecipanti a scambiarsi idee ed esperienze per affrontare la sfida di agire una leadership di successo applicandola nel lavoro quotidiano.

Ulteriori contenuti da sviluppare saranno legati alla comunicazione inclusiva, attraverso diversi modi di lavorare, con persone che hanno opinioni e punti di vista diversi.

La tecnologia

L’uso corretto dei tool digitali in questo processo di change management consente di superare le barriere geografiche e logistiche, diventando un abilitatore per rinforzare la cultura organizzativa e veicolare messaggi e contenuti rilevanti per le persone. Inoltre, favorisce la collaborazione in maniera trasversale, creando opportunità di cross-fertilization. A livello individuale, se correttamente gestita permette di organizzare meglio i tempi e la produttività, favorendo il benessere degli employee.

Gli spazi

Il layout dell’ufficio dovrebbe essere configurato in maniera flessibile e personalizzabile, prediligendo momenti di scambio e organizzato in modo che incoraggi la collaborazione tra i colleghi e il networking, rafforzando la cultura aziendale.

Vanno previsti spazi innovativi e piacevoli per svolgere riunioni e lavorare con i colleghi ma anche spazi innovativi per le pause e i break necessari per ricaricare l’energia.

Conclusioni e considerazioni

Anche quando l’emergenza sarà ormai alle nostre spalle, le conseguenze che ha generato nell’organizzazione del lavoro saranno destinate a restare: probabilmente assisteremo a un loro relativo ridimensionamento, ma pensare di tornare al modello pre pandemia è semplicemente impraticabile.

È quindi fondamentale ribadire alcune considerazioni che tutti i leader dovranno tenere presente da qui in poi se non vogliono perdere terreno e competitività:

  • Dare priorità alla salute, alla sicurezza e al benessere delle persone, per garantire di riflesso che il proprio business sia sano
  • Assumere il ruolo di guida, per porsi come interlocutore forte e credibile e rassicurare così tutti gli stakeholder
  • Adottare un approccio trasparente, onesto e corretto nei confronti delle proprie persone, per incoraggiarne la fiducia e il senso di accountability
  • Farsi guidare dai propri valori e purpose aziendale, dimostrando integrità e senso di responsabilità sia all’interno che all’esterno
  • Gestire l’incertezza ragionando non solo nel breve periodo, ma anche nel medio e lungo, per garantire una stabilità duratura delle proprie decisioni e una sostenibilità del modello.
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