Persone e organizzazioni: oltre le Colonne d’Ercole

Il potenziale trasformativo del purpose nelle organizzazioni: riflessioni da due esperienze della PoliMi GSOM

Orizzonti possibili

Tommaso Agasisti, Josip Kotlar, Mauro Mancini

Nell’epoca contemporanea, caratterizzata da cambiamenti rapidi e da sfide globali senza precedenti, le organizzazioni sono chiamate a riflettere profondamente sul proprio ruolo nella società. Il concetto di purpose, ovvero la ragion d’essere di un’organizzazione, emerge come un pilastro fondamentale su cui costruire strategie resilienti e significative. La prima edizione dei “Purpose Days”, tenutasi a ottobre 2023, e il rapporto di ricerca della Corporate Education Community 2023 della POLIMI Graduate School of Management gettano luce sull’importanza crescente del purpose nelle organizzazioni italiane, offrendo spunti di riflessione e dati concreti sul suo impatto nel panorama aziendale. Grazie a queste iniziative, il tema del purpose è esplorato in modo pragmatico, quantitativo, scientifico ed esperienziale diventando oggetto di dialogo e di confronto aperto tra l’accademia e le aziende.

La crescente rilevanza del purpose

 Il purpose si configura come il nucleo attorno al quale ruotano le decisioni strategiche e operative di un’azienda, rappresentando il motivo fondamentale per cui essa esiste. Secondo i dati presentati nel rapporto di ricerca della Corporate Education Community 2023 della POLIMI GSOM “Purpose & Business Transformation: The State of the Art in Italy“, il 70% dei C-Level e manager intervistati riconosce che la propria azienda possiede un purpose chiaro e stimolante, sottolineando una crescente diffusione di questa dimensione di consapevolezza nelle organizzazioni italiane. In particolare, il settore dei servizi mostra una percentuale ancora più alta (76%), evidenziando come il purpose sia percepito come un elemento distintivo e fondamentale per l’identità aziendale.

Ostacoli e sfide all’integrazione del purpose

Nonostante la riconosciuta rilevanza del purpose, le organizzazioni si trovano ad affrontare molteplici sfide per sua piena integrazione nei piani tattici e strategici delle aziende. Una inefficace comunicazione e uno scarso allineamento tra la leadership e i collaboratori sono ritenuti i principali ostacoli. Il 52% dei partecipanti allo studio evidenzia una inefficace comunicazione aziendale, mentre il 50% sottolinea uno scarso allineamento interno. Questi dati riflettono la necessità di sviluppare nuove strategie comunicative, più incisive, e di promuovere una cultura organizzativa che ponga il purpose al centro delle attività aziendali, ad esempio, attraverso percorsi di formazione interna e costruzione di attività purpose-driven.

Purpose e business transformation

L’adozione di un purpose autentico e profondamente radicato nella cultura aziendale rappresenta un potente catalizzatore di trasformazione. Le aziende che integrano efficacemente il purpose nelle loro strategie, nella cultura, nelle evoluzioni organizzative e nella dimensione sociale dimostrano una maggiore capacità di innovazione e di adattamento. Il report evidenzia come le organizzazioni più inclini e capaci di trasformarsi siano quelle che integrano il purpose con maggiore efficacia nella loro strategia (+51% rispetto alle aziende che si trasformano meno facilmente), nella cultura aziendale (+78%), nella gestione delle evoluzioni organizzative (+73%), sia generazionali sia di leadership, e nel rapporto tra l’azienda e il mondo esterno (+56%). Ad esempio, un’azienda la cui reputazione è influenzata positivamente dal purpose, in cui questo è legato a un contributo unico per il mondo ed è in grado di ispirare gli stakeholder esterni, risulta più capace di trasformarsi rispetto a una realtà che non dedica altrettanto impegno e risorse a questi fattori. Questi dati sottolineano il legame indissolubile tra purpose e capacità di innovazione e adattamento, che pone le basi per una trasformazione aziendale sostenibile e orientata al futuro.

Il futuro del purpose nelle organizzazioni italiane

Guardando proprio al futuro, il 69% dei leader aziendali intervistati prevede un aumento della rilevanza del purpose nei prossimi cinque anni. Questa prospettiva indica una consapevolezza diffusa del valore aggiunto che esso può apportare non solo in termini di identità e coesione interna, ma anche come leva di differenziazione competitiva e come strumento per affrontare le sfide globali. In questa direzione, una crescente consapevolezza del purpose diverrà, per molte aziende, un’importante leva competitiva e molte aziende si ritroveranno a contendersi i talenti su questo terreno.

Il purpose come leva di cambiamento e il ruolo della formazione

Sempre più frequentemente, le organizzazioni si trovano di fronte a nuove sfide demografiche, tra queste l’invecchiamento della forza lavoro, la presenza di un’utenza sempre più multigenerazionale e il potenziale rischio di carenza di talenti. In questo scenario, il perseguimento del purpose aziendale diviene ancora più complesso ma, al contempo, fondamentale per il successo e la sostenibilità delle organizzazioni.
I leader, nel ruolo di “architetti” del purpose, hanno quindi la responsabilità di creare una struttura comune che consenta ai dipendenti di collegare il purpose al loro lavoro, in modo da generare effetti positivi su comportamenti e performance aziendali. Tra i metodi per garantire che questo avvenga, un’importante opportunità risiede nella comprensione e attivazione del ruolo del purpose stesso all’interno della formazione aziendale. Quest’ultima non è più semplicemente un adempimento nelle agende dei manager e dei responsabili aziendali, bensì si rivela un investimento strategico di fondamentale importanza. Dal rapporto di ricerca della Corporate Education Community 2023 della POLIMI GSOM emerge che, specialmente tra le nuove generazioni, vi è un notevole grado di affinità e adesione al purpose organizzativo, valutato ad esempio tramite i feedback dei dipendenti (83%) o tramite sistemi di monitoraggio strutturato (26%). La gestione delle dinamiche intergenerazionali è riconosciuta come importante dalla maggior parte dei manager, il che si traduce con la creazione di percorsi formativi personalizzati per diverse generazioni. Complessivamente, dalla ricerca emerge un ampio spazio di miglioramento delle strategie aziendali e i programmi formativi purpose-driven, per creare un ambiente di lavoro inclusivo che favorisca l’interazione e la collaborazione tra le diverse generazioni presenti.

Implicazioni manageriali

Il viaggio attraverso il significato e l’impiego del purpose nelle organizzazioni italiane ci porta a riflessioni cruciali e a identificare delle implicazioni manageriali, fondamentali per i top manager che mirano a navigare efficacemente le trasformazioni del presente e a plasmare il futuro delle loro aziende. La consapevolezza del purpose come motore di trasformazione aziendale, innovazione e crescita sostenibile emerge con forza dai report analizzati, delineando un orizzonte ricco di potenzialità per le imprese che sapranno integrarlo profondamente nella loro cultura e strategia.

Definizione chiara e condivisa del purpose

Affinché il purpose diventi la bussola che guida ogni aspetto dell’organizzazione, è imprescindibile la sua inequivocabile e condivisa definizione a tutti i livelli aziendali. È dunque necessario un impegno costante nella comunicazione e nell’ascolto, per assicurare che esso sia realmente percepito e vissuto come il cuore pulsante dell’azienda. Quali sono, dunque, le priorità per i top manager? Per prima cosa, i nostri studi stimolano il superamento degli ostacoli all’integrazione del purpose. I top manager devono affrontare proattivamente gli ostacoli alla piena integrazione del purpose, quali la comunicazione inefficace e la mancanza di allineamento interno. Implementare strategie comunicative innovative e inclusive, che coinvolgano attivamente tutti i collaboratori, diventa fondamentale per creare una cultura aziendale solida e condivisa. A livello manageriale è quindi fondamentale la capacità di convogliare e allineare i purpose dei singoli individui al purpose aziendale, facendolo quindi diventare il principale strumento di engagement dei propri dipendenti.

In secondo luogo, si rileva la necessità di valutare l’impatto del purpose sulle performance aziendali, sull’innovazione e sul benessere dei collaboratori. Questo consente non solo di misurare il ritorno dell’investimento nel purpose, ma anche di raffinare e adattare le strategie in corso d’opera. Infine, occorre rimarcare il valore strategico della formazione, che emerge con chiarezza come elemento abilitante per il pieno dispiegamento del purpose. Programmi formativi mirati possono potenziare le competenze dei collaboratori allineandole con il purpose aziendale, incrementando il coinvolgimento e facilitando processi di trasformazione e innovazione. La formazione assume un ruolo chiave non solo come strumento di sviluppo delle competenze, ma anche come veicolo per diffondere il purpose e costruire una leadership ispirata e orientata al futuro. Investire nella formazione significa quindi non solo elevare il livello di preparazione e motivazione dei collaboratori, ma anche piantare i semi per una cultura aziendale profondamente radicata nel purpose. I programmi formativi devono essere concepiti non solo con l’obiettivo di trasferire conoscenze tecniche, ma anche di stimolare riflessioni su valori, etica e responsabilità sociale, supportando la definizione e il consolidamento di una specifica cultura aziendale.

In conclusione, il percorso verso un’effettiva integrazione del purpose richiede una visione chiara, un impegno condiviso e strategie innovative. I top manager delle aziende italiane hanno l’opportunità unica di guidare le loro organizzazioni in questa trasformazione, sfruttando la formazione per diffondere e consolidare il purpose aziendale, strumento sempre più fondamentale per navigare le sfide del presente e costruire un futuro prospero e sostenibile.

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