Attualità

Dai professionisti competenze al servizio della PA

Considerata la decisiva rilevanza strategica che le Pubbliche Amministrazioni italiane avranno nella realizzazione dei diversi interventi previsti dal PNRR, sia in termini di progettualità sia in termini di capacità realizzativa, l’aver attivato il portale inPA per il reclutamento dei professionisti (ordinistici e non) rappresenta un segnale di forte apertura per portare nel pubblico competenze e abilità che si sono consolidate in contesti anche privati.

Attraverso il Decreto Legge PA 80/2021 viene riconosciuto il valore delle competenze dei milioni di professionisti che possono candidarsi per consentire un efficace utilizzo delle ingenti risorse del PNRR.

È importante sottolineare come questo intervento rappresenti, da un lato, il rafforzamento in Italia della cultura che considera le competenze e le abilità – nel pubblico come nel privato – un valore assoluto e, dall’altro, l’apertura della PA verso un nuovo rapporto con i professionisti che sono un capitale sociale rilevante nella nostra società, non solo per le loro competenze specialistiche e manageriali,  ma anche per il loro approccio culturale per la capacità di generare “reti territoriali di conoscenza”.

In questa fase i milioni di professionisti ordinistici e non ordinistici possono dare un diretto sostegno alla PA Centrale, alle Regioni e ai Comuni per innovare la capacità progettuale, i processi di definizione e di realizzazione dei singoli interventi, che dovranno dare al nostro Paese, in tempi certi e con risultati verificabili, una rinnovata spinta verso una ripresa economica che si consoliderà solo se sarà diffusa sul territorio.

Si apre una nuova sfida che coinvolge gli Ordini – come i Consulenti del Lavoro – e le associazioni che rappresentano i professionisti della L. 4/2013 (che prevede la possibilità di formare associazioni di natura privatistica per le professioni senza albo) – come Confcommercio Professioni- che sono chiamate a dare un contributo sistemico a questa nuova fase, garantendo attraverso i propri associati non solo competenze ma anche un nuovo approccio culturale che porti un positivo scambio fra competenze del privato e il pubblico, nella logica di una forte integrazione. Per Ordini e associazioni sarà rilevante garantire il mantenimento e aggiornamento delle conoscenze, abilità e competenze possedute dai propri professionisti, adeguandole ai mutamenti della domanda dei settori di mercato di riferimento e dei rinnovati bisogni delle PA. A tal fine sarà decisivo rivedere il Sistema pubblico che finanzia interventi formativi per i professionisti.

Per il Sistema della formazione manageriale italiana, che si rappresenta attraverso ASFOR (School of Management e Academy) e APAFORM (formatori manageriali), risultano evidenti le grandi opportunità che si aprono attraverso la capacità di generare processi formativi in grado di sviluppare e sostenere questa fase di forti cambiamenti e il consolidamento di una cultura manageriale capace di rispondere ai nuovi bisogni della nostra società. Sarà fondamentale per il sistema privato della management education trovare le giuste alleanze e le partnership con il sistema della formazione della dirigenza pubblica, in una rinnovata dimensione di collaborazione e scambio fra pari.

Molti punti di contatto sono già stati avviati, ora risulta fondamentale costruire un Sistema pubblico e privato che porti competenze e abilità manageriale alla PA che sono la “conditio sine qua non”, il prerequisito indispensabile per poter affrontare con efficacia questa fase di ripresa, che non ha solo una valenza economica, ma deve generare una nuova cultura e un nuovo valore nella nostra società.

In questo contesto, una PA efficiente e capace di interpretare i reali bisogni del Paese risulta indispensabile. In questo percorso, sarà fondamentale la “positiva ibridazione” fra pubblico e privato, fra dirigenza pubblica e professionisti-management privati, anche attraverso dei percorsi formativi congiunti.