Rivoluzione digitale e dintorni

La transizione digitale della formazione

Per transizione digitale della formazione manageriale, intendiamo il processo di allineamento dinamico di tecnologie digitali, competenze didattiche, organizzazione e modelli pedagogici volto a creare nuovo valore per i discenti e le loro organizzazioni e a mantenere la sostenibilità dell’istituzione formativa in un ecosistema scientifico, tecnologico ed economico in continua evoluzione.

Sono già molti anni che nel settore della formazione manageriale questo processo è in corso, tuttavia, negli ultimi 12 mesi ha subito una fortissima accelerazione dovuta alla necessità di far fronte all’emergenza Covid-19 che ha di colpo reso impossibile l’utilizzo degli spazi fisici della formazione costringendo milioni di studenti e docenti in tutto il mondo a trasferire online i programmi formativi e, di conseguenza, ad imparare sul campo l’utilizzo di strumenti di formazione a distanza fino a due anni fa relegati a un ruolo residuale nei piani formativi di scuole e aziende. In questo processo di trasformazione, attivato e reso possibile dalla tecnologia, sono identificabili due dimensioni parallele.

 La dimensione sostitutiva della tecnologia: efficienza

La prima è una dimensione di tipo sostitutivo ovvero la tecnologia che sostituisce, in tutto o in parte, il ruolo del formatore abbattendo i costi della formazione ed aumentandone l’efficienza.  Questa dimensione dell’impatto tecnologico è, ad esempio, tipica dei sistemi che permettono l’autoistruzione mediante piattaforme di puro streaming audio o video, oppure, a un livello più avanzato, piattaforme di web based training (WBT) in cui gli studenti accedono a learning object multimediali e interattivi che possono fruire liberamente o guidati da un sistema programmato da un instructional designer. O a sistemi di chatbot che sfruttando l’AI forniscono a chi li interroga i contenuti formativi richiesti.  Questi tool di autoistruzione di fatto sostituiscono in parte il ruolo del docente e sono efficaci soprattutto per contenuti di tipo più tecnico e oggettivo, che richiedono fondamentalmente uno studio autonomo da parte del discente che, grazie alla tecnologia, può accedere ai contenuti formativi con la modalità più adatta alle sue preferenze, affiancando alla modalità “studio del testo scritto”, che conosciamo dall’inizio della storia, dei nuovi media più interattivi e multimediali.  Nella formazione manageriale i giorni della docenza ex cathedra stanno arrivando alla fine.

La dimensione evolutiva della tecnologia: innovazione

Ma la parte più interessante, foriera di innovazione e disruptive della tecnologia non è quella delle tecnologie sostitutive, bensì quella legata alle tecnologie dell’apprendimento che potenziano l’interazione e la connessione, tecnologie che permettono lo scambio sincrono o asincrono tra i docenti e i partecipanti, tra i partecipanti stessi, esperti e knowledge broker non direttamente coinvolti nel processo formativo ma accessibili grazie ai legami dei partecipanti. Queste tecnologie stanno sfumando il confine tra lavoro e istruzione mescolandone i tempi e i modi, fanno da catalizzatore per  nascita di vere e proprie comunità di apprendimento e comunità di pratiche all’interno e tra le organizzazioni che, grazie alla disponibilità di sistemi di videoconferenza ormai ubiquitari e alla disponibilità di learning management system (LMS) evoluti, diventano un moltiplicatore di social capital cioè di quell’insieme di connessioni, di relazioni e di linguaggi che potenziano e moltiplicano la forza delle competenze dei singoli all’interno dei sistemi di conoscenza organizzati.  Sono queste seconde tecnologie quelle che appunto manifestano il potenziale innovativo a produrre gli effetti più interessanti e dirompenti anche a livello di scala nella creazione trasferimento e utilizzo della conoscenza.

 

Ma attenzione, a differenza delle tecnologie sostitutive che automatizzano il processo formativo, le tecnologie per la condivisione della conoscenza sono socialmente costruite e non hanno alcun valore senza un atteggiamento proattivo da parte dei docenti e dei discenti, sono loro che devono attivamente comprenderne la potenzialità e dare senso agli strumenti adattandone l’utilizzo alle proprie esigenze organizzative e pedagogiche, alla propria visione della formazione, ai propri obiettivi formativi. Queste due classi di tecnologie, che abbiamo definito sostitutive e innovative, stanno dando luogo a un’evoluzione repentina dei bisogni, delle aspettative e delle modalità operative in tutti e tre gli attori fondamentali della formazione: gli studenti, la classe docente e le istituzioni formative.

Su queste tre dimensioni ragioneremo nei prossimi numeri di formaFuturi. Stay Tuned

Immagine Trasformazione Digitale della Formazione