Rivoluzione digitale e dintorni

Immagine Il lavoro non è più quello di un tempo. Dialogo con Ugo Morelli

Il lavoro non è più quello di un tempo. Dialogo con Ugo Morelli

Questa intervista dedicata al saggio “Francesco Novara. Il lavoro non è più quello di un tempo”, scritto a quattro mani da Ugo Morelli e Giuseppe Varchetta ed edito da GueriniNext (Milano 2021), non rappresenta solo un tributo a una delle figure di riferimento della psicologia del lavoro in Italia, ma vuole essere anche un’occasione per compiere una riflessione sulle trasformazioni in atto destinate a lasciare un’impronta profonda nella nostra società e sulle organizzazioni aziendali. L'articolo, firmato da Emanuela Fellin, pedagogista clinica, specializzata in psicologia clinica, è ospitato dalla rubrica Open Learning curata da Paolo Bruttini.
Immagine Oltre il lavoro ibrido: un nuovo vocabolario per affrontare la trasformazione digitale

Oltre il lavoro ibrido: un nuovo vocabolario per affrontare la trasformazione digitale

È opinione diffusa che stia emergendo il lavoro ibrido, dove la presenza nei luoghi fisici si alterna e si complementa a varie forme di comunicazione digitale. Per mettere a fuoco questo fenomeno è importante utilizzare parole corrette, capaci di descrivere quello che sta davvero capitando. Ma il linguaggio dei mass media spesso semplifica, banalizza e allontana dai significati profondi e talvolta plurimi.
Immagine Ripartire dal Grand Tour: paesaggio e beni comuni come strumento formativo della PA

Ripartire dal Grand Tour: paesaggio e beni comuni come strumento formativo della PA

Per gestire con capacità e passione la macchina pubblica è necessario conoscere l’oggetto che viene gestito: il territorio, la sua storia ma anche le sue specificità, le sue idiosincrasie e soprattutto le sue unicità. Questa conoscenza è la base su cui costruire la formazione tecnico-professionale della PA. Avere una base non solida equivarrebbe a costruire un palazzo con le fondamenta nella sabbia: ogni expertise tecnica perderebbe di efficacia.
Immagine Il “pubblico” riparte dalle nuove risorse

Il “pubblico” riparte dalle nuove risorse

La nostra Pubblica Amministrazione è invecchiata e il numero dei dipendenti pubblici è al minimo storico degli ultimi 20 anni. Il nostro Paese è primo nella classifica dell’Unione Europea per numero dei dipendenti pubblici over 50 e ultimo se si considerano invece gli under 39. Un vero e proprio “inverno demografico della PA” dovuto al blocco del turnover, iniziato a partire dal 2008.
Immagine Il manager gentile e gli strumenti Nudge

Il manager gentile e gli strumenti Nudge

Il tema della gentilezza è molto importante oggi. Tra la crisi del capitalismo e quella delle organizzazioni di lavoro registriamo un disagio altissimo che si esprime ad esempio nel fenomeno della Great Resignation, ovvero l’abbandono del posto da parte di milioni di persone. La fatica a dare un senso e ad avvertire il calore della relazione con i colleghi, sfibrano i rapporti e rendono l’esperienza lavorativa sempre più difficile.
Immagine Le cinque sfide del management data driven

Le cinque sfide del management data driven

La transizione digitale poggia su una piattaforma di innovazione composta da quattro tecnologie abilitanti, le tecnologie sociali (social), le tecnologie dell'accesso a Internet in mobilità (mobile), le tecnologie dell'analisi dei big data (analytics) e le tecnologie del cloud computing (cloud) in un acronimo: SMAC. Tra queste quattro quelle che pongono alle organizzazioni le maggiori sfide dal punto di vista della costruzione di nuove competenze sono le tecnologie di data analytics. 
Immagine “Formare” le virtù e il ritorno dei moralisti

“Formare” le virtù e il ritorno dei moralisti

La crisi che stiamo vivendo e le incertezze rispetto al futuro pongono, tra le tante, anche una sfida educativa che va oltre l’annoso e un po’ sterile dibattito fra presenza e assenza, fra aula fisica e DaD. La questione è centrale e complessa: non può essere né semplificata né polarizzata e ci riporta a un tema che periodicamente (proprio in tempo di crisi) riemerge. Parlo della necessità di sviluppare le dimensioni soft o meglio di creare e irrobustire una cultura di tipo umanistico.
Immagine Formare lo “smart working mindset”

Formare lo “smart working mindset”

Il fondatore della psicologia sociale Kurt Lewin ha focalizzato, molti anni fa, un’antinomia molto importante per comprendere la natura del cambiamento. Un cambiamento lo posso leggere con un approccio obiettivistico (e allora si chiama change) ed è quindi collocato fuori di noi e viene imposto. Altrimenti il cambiamento è partecipato (changing) e comporta un investimento psichico nelle persone che ne sono investite.
Immagine Psicopatologia dello (smart) work quotidiano

Psicopatologia dello (smart) work quotidiano

Questa diffusione accelerata dell’uso del digitale ha però creato, nei contesti di lavoro, molte dimensioni problematiche: non solo modalità anomale, errate o addirittura inutili di comportamenti aziendali un tempo ordinari che possono, con il tempo e il loro sedimentarsi nella ritualità aziendale, diventare non solo piccole apocalissi quotidiane, ma anche vere e proprie distorsioni percettive sul loro manifestarsi.