Il coraggio dell'utopia

Fondazione Poliambulanza: un’eccellenza costruita intorno alla persona. Intervista a Daniela Conti

Daniela Conti, Direttore Risorse Umane di Fondazione Poliambulanza, in questa intervista curata da Marco Vergeat, ci racconta un  fiore all’occhiello della sanità lombarda 


Daniela Conti

Prestazioni sanitarie all’avanguardia, grande attenzione all’aspetto umano, sia nella cura dei degenti sia sotto il profilo della gestione delle risorse che operano al suo interno, e un legame forte con il territorio: è la combinazione di questi tre elementi che contribuisce a fare di Fondazione Poliambulanza di Brescia un fiore all’occhiello della sanità lombarda. Da oltre un secolo, questo ospedale privato no profit, accreditato con il Sistema Sanitario Regionale, ha l’obiettivo di garantire le migliori cure cliniche consentite dal progresso medico, in un contesto sempre più moderno e capace di trasmettere vicinanza al paziente. Come certificato da Joint Commission International, Poliambulanza ha raggiunto standard d’eccellenza in ambito clinico, organizzativo, tecnologico e formativo. Inoltre, l’ospedale è certificato Top Employers per la capacità di mettere in campo le migliori politiche di gestione e sviluppo del proprio personale, costituito da circa 2.000 dipendenti. A raccontarci questa realtà così significativa nel panorama sanitario italiano è Daniela Conti, Direttore Risorse Umane di Fondazione Poliambulanza, intervistata per l’occasione da Marco Vergeat.

Quali sono le caratteristiche che hanno contribuito a rendere Fondazione Poliambulanza un punto di riferimento in ambito regionale, ma anche più in generale per il Nord Italia?

Siamo presenti nel territorio bresciano dai primi del ‘900. Per molti anni Poliambulanza è stata una clinica privata del centro cittadino, la svolta è arrivata negli anni ’90, in una fase in cui si stava ridisegnando l’organizzazione della sanità lombarda. Tutto nasce dalla visione lungimirante dell’allora Madre Generale delle Ancelle della carità, suor Eugenia Menni, che decise di dare origine a un secondo ospedale qualificato e di grandi dimensioni all’interno del territorio della città di Brescia. Dal 1997 e fino al 2004 le Ancelle della carità hanno avuto una gestione diretta della struttura, poi, rendendosi conto della necessità di avere delle competenze manageriali di più alto profilo per affrontare una complessità crescente hanno optato per una diversa formula organizzativa. Fu così che venne costituita la Fondazione Poliambulanza. Si tratta di una fondazione di diritto civile che è partecipata dall’ordine delle Ancelle, dalla Diocesi di Brescia, dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dall’ordine di Don Calabria che già gestisce l’ospedale Negrar in provincia di Verona. Questi soggetti hanno rappresentanti all’interno della Consulta dei Fondatori, l’organismo che fornisce le linee di indirizzo per la definizione della mission aziendale, ma tutto ciò che riguarda la gestione operativa è affidato a manager che hanno precedenti esperienze nel mondo industriale. Un altro passo molto importante per lo sviluppo dell’attività in tempi più recenti è rappresentato dall’acquisizione dell’ospedale Sant’Orsola. Si tratta di un’istituzione presente nel bresciano addirittura dalla fine del Settecento. Questa operazione ha rappresentato una leva l’importantissima di sviluppo perché ci ha dato la possibilità di acquisire posti letto e competenze e, anche grazie al budget accreditato col Servizio Sanitario Nazionale, ci ha consentito di sostenere gli importanti investimenti tecnologici degli anni successivi. Oggi abbiamo pazienti che provengono da tutto il territorio bresciano, dal mantovano e dal cremonese, ed in generale dal Nord d’Italia.

Ma ci sono pazienti che arrivano anche da un bacino più ampio, non spinti esclusivamente dalla contiguità territoriale…

Abbiamo pazienti che fanno la loro scelta in relazione alle nostre principali aree di attrattività che sono l’ortopedia e l’ambito cardiovascolare ed oncologico. Ci viene riconosciuta anche una grande competenza nella chirurgia addominale, in particolare quella con tecniche mininvasive. Siamo inoltre all’avanguardia sotto il profilo della strumentazione diagnostica e per dotazioni tecnologiche.

Quali sono attualmente i numeri di Poliambulanza a livello di personale?

Dei nostri circa 2000 dipendenti 420 sono medici, mentre la restante parte è costituita dal personale sanitario non medico – 1.500 persone fra infermieri, fisioterapisti, tecnici di radiologia e di laboratorio – cui dobbiamo aggiungere le figure di carattere amministrativo e i tecnici addetti alla manutenzione. Inoltre, ci sono altre 450 persone tra liberi professionisti e collaboratori, medici in formazione specialistica e studenti del nostro Corso di Laurea in Infermieristica e delle altre professioni sanitarie non mediche che svolgono il tirocinio nella struttura.

Poliambulanza è tra gli ospedali che fa maggior ricorso alla formazione sia professionale sia manageriale, par garantire un aggiornamento continuo delle competenze…

La formazione è una componente essenziale dell’attività di Fondazione Poliambulanza ed è menzionata addirittura all’interno del nostro Statuto. In una realtà ospedaliera la formazione è ancora più importante perché incide sull’apporto individuale che ciascuno può dare alla percezione della qualità del servizio da parte del paziente. Possiamo dotarci delle attrezzature più all’avanguardia, ma senza una competenza dell’uomo nell’utilizzarle e nel mettere in pratica i migliori protocolli di cura presenti nel panorama scientifico la percezione che il paziente avrebbe del suo percorso all’interno dell’ospedale sarebbe completamente differente. Per questo in Poliambulanza abbiamo istituito una Academy, chiamata “Sfera”, che ha il compito di organizzare e di valutare necessità formative in relazione agli obiettivi aziendali, ma anche in rapporto a quelli che sono i desideri e le legittime aspirazioni dei nostri collaboratori. Questa struttura promuove convegni, eventi formativi di varia natura e organizza attività formative sia a catalogo sia personalizzate per altre realtà che operano in ambito sanitario. Con Sfera, da circa tre anni, siamo anche iscritti tra i soggetti che possono svolgere la formazione professionale. Per noi questo accreditamento è importante perché ci consente di organizzare i corsi di formazione per gli operatori sociosanitari ma anche per tutti i corsi di riqualifica. Unita al nostro Corso di Laurea in Infermieristica, legato alla sede bresciana dell’Università Cattolica, questo tipo di attività ci dà la possibilità di avere un ventaglio di proposte molto ampio. Aggiungo anche che, per quanto riguarda l’attività fornita in collaborazione tra Poliambulanza e l’Università Cattolica, ci sono anche cinque Master per accedere alle funzioni infermieristiche (Master di Coordinamento per le funzioni infermieristiche, Master per i Sonographer, Master per gli infermieri di pronto soccorso, Master per l’infermiere di comunità e Master per gli strumentisti di sala operatoria). A questi si accompagnano anche dei corsi di perfezionamento specifici, sempre mirati al mondo delle professioni sanitarie non mediche. Un altro ambito in cui si esplica l’interesse e l’impegno che Poliambulanza ha nei confronti della formazione sono le strettissime collaborazioni con numerose università italiane ma anche straniere per ospitare dei medici in formazione specialistica. Di fatto abbiamo una novantina di specializzandi in questo momento presenti all’interno della struttura.

Poliambulanza ha elaborato anche strategie e programmi di collegamento al territorio, non solo per facilitare l’accesso alle strutture sanitarie ma anche per offrire servizi: ce ne può parlare?

Negli ultimi anni cinque anni c’è stata un’apertura della nostra struttura all’esterno da svariati punti di vista.  Storicamente siamo sempre stati un ospedale mono presidio, ma anche sull’onda dell’emergenza Covid ci siamo mossi nella direzione di una medicina di territorio, ma soprattutto di una medicina vicina alla casa del malato. Abbiamo attivato una serie di iniziative di telemedicina. Una, ad esempio, riguarda l’attività cardiologica con una refertazione da remoto da parte dei nostri cardiologi. Soprattutto per i pazienti cronici è un grosso beneficio in quanto consente un costante monitoraggio e nello stesso tempo evita spostamenti che possono essere difficoltosi.  In tempi recenti abbiamo attivato una app per l’ortopedia che consente di monitorare a distanza il percorso riabilitativo che viene seguito dai nostri ortopedici e fisioterapisti. Ci sono poi altre iniziative che sono legate alla nostra presenza sul territorio: abbiamo aperto alcuni poliambulatori e abbiamo avviato una serie di servizi a favore delle aziende.

Un’altra area a cui Poliambulanza dedica una grandissima attenzione è quella del welfare per i dipendenti. Ci vuole fornire una panoramica?

Il welfare aziendale è qualcosa di radicato nella nostra realtà ed è attivo da oltre un decennio. Non era ancora una “moda”. In quel periodo era molto difficile reperire personale infermieristico. Un problema che nel tempo siamo riusciti a superare coinvolgendo le persone del nostro Corso di Laurea. L’idea allora era di mettere in atto un piano welfare che favorisse la permanenza nella nostra struttura di questi professionisti, molto richiesti da tutti gli ospedali d’Italia. Con una quota del 75% di personale femminile, il principale servizio richiesto era l’accudimento dei bambini in età da asilo nido. Così decidemmo di attivare una convenzione col nido di un’azienda molto nota del territorio, contribuendo al pagamento del 70% della retta. Successivamente abbiamo esteso il nostro impegno in altre direzioni, firmando convenzioni con esercizi commerciali di varia natura, ad esempio abbiamo centralizzato l’acquisto dei testi scolastici, concedendo ai nostri collaboratori di poterli pagare ratealmente con trattenuta sullo stipendio e consegna dei libri direttamente in ospedale. Abbiamo introdotto la possibilità di convertire il premio aziendale in welfare e di poterlo spendere tramite una piattaforma web. Un’altra iniziativa, ormai alla quarta edizione, è quella dei Grest, i campi estivi che accolgono i figli dei dipendenti per l’intero periodo in cui sono sospese le attività scolastiche, accogliendo anche bambini e ragazzi con disabilità garantendo loro un assistente ad personam.

Nei primi giorni di marzo, la rapida diffusione del virus ha costretto le autorità regionali ad un repentino intervento di chiusura delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Questa condizione improvvisa ha determinato la reale necessità da parte di tutte le famiglie di trovare una soluzione urgente per la gestione dei propri figli durante l’orario di lavoro, soprattutto per quei lavoratori che, come gli operatori sanitari, sono impossibilitati a lavorare in smart working. Preso atto della situazione di difficoltà che stava coinvolgendo numerosi vostri collaboratori, la Direzione Risorse Umane di Fondazione Poliambulanza ha sentito il dovere di sostenere i propri colleghi rispetto a un problema concreto. È nata così l’iniziativa Polinfanzia. In cosa consiste questa iniziativa?

Negli spazi abitualmente destinati all’attività formativa, nella cascina posta all’interno del perimetro dell’ospedale, abbiamo attivato un servizio gratuito dedicato ai figli dei nostri dipendenti di età compresa tra i 3 ed i 6 anni. I bambini sono stati accuditi e seguiti da personale qualificato, durante tutto l’arco della giornata. Nel mese in cui è stato attivo il servizio – dal 20 marzo al 20 aprile – i bambini potevano uscire nel giardino della cascina. I riscontri sono stati molto positivi. Una cosa inaspettata è stato il ritorno delle famiglie con bambini più sereni e tranquilli, un modo per stemperare lo stress generato da questo periodo difficile nel nucleo familiare. È stata davvero una cosa bella per chi lo ha frequentato e per noi che lo abbiamo organizzato. Polinfazia è stata un’iniziativa di welfare aziendale a sostegno dei lavoratori e dei bambini, ma anche una soluzione organizzativa che ha consentito all’azienda di portare avanti la propria mission costituita dal fornire cura alle persone, siano esse i pazienti o i dipendenti.

Quali sono le sfide per il futuro per una realtà come la vostra?

La sfida più grande consiste nel continuare nello sviluppo di Poliambulanza, ponendo sempre l’accento sul valore della ricerca scientifica, ma armonizzando le tecnologie avanguardia con un’attenzione molto forte verso le nostre persone.

 

IL PERSONAGGIO

Per Daniela Conti la passione per il mondo delle risorse umane nasce durante il corso di Laurea in Giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Parma dove successivamente si specializza nelle Discipline del Lavoro. Dopo aver consolidato la propria esperienza professionale nell’industria metalmeccanica, prima come consulente presso Confindustria Brescia e poi come HR Manager Europe di una multinazionale americana, approda al settore sanitario. Dal 2008 è Direttore Risorse Umane di Fondazione Poliambulanza, Istituto Ospedaliero multi specialistico d’eccellenza. È docente di Diritto del Lavoro ai corsi di Laurea in Infermieristica e ai Master per le Funzioni di Coordinamento e di Management Sanitario della Facoltà di Medicina di UNICATT.