Attualità

La formazione di qualità? Consapevole, concreta e amica dell’elefante IA

Resoconto della IX Giornata APAFORM dei Formatori di Management, organizzata nel Baker Hughes Florence Learning Center lo scorso 24 ottobre


Se c’è un messaggio che ci sta insegnando la rivoluzione introdotta da OpenAI esattamente tre anni fa è che l’elefante e la cristalleria possono diventare buoni amici. L’importante è rendersi conto della straordinaria potenza dello strumento arrivato nelle mani di noi esseri umani: se governato nella maniera giusta, “l’elefantone” che si aggira tra le fragilissime teche che proteggono il nostro sapere più antico può aiutarci a crescere come individui e come società nel suo insieme.

Con una riflessione simile Tommaso Minerva, direttore del Centro EDUNOVA – UNIMORE, ha aperto il suo intervento durante la IX Giornata APAFORM dei Formatori di Management, organizzata lo scorso 24 ottobre a Firenze, all’interno del Baker Hughes Florence Learning Center. Titolo generale dell’iniziativa era «Creare futuri condivisi; l’alleanza trasformativa tra formatori e organizzazioni», organizzata dall’Associazione professionale ASFOR dei Formatori di management proprio per esplorare i possibili processi di crescita comune a beneficio di aziende, istituzioni e cittadini.

Il momento della giornata dedicato ai saluti istituzionali

La necessità di incamminarci tutti insieme in questo percorso decisamente ambizioso è resa tanto più urgente dalla presenza di due sfide rilevanti, che coinvolgono ogni ambito delle nostre vite: la prima è l’elefante di cui sopra, la seconda è «il calo demografico». Lo ha ricordato in particolare Mauro Meda, il segretario di ASFOR, aprendo i lavori della giornata.

Tra gli altri panelist della prima sessione c’era il “padrone di casa” Paolo Ruggeri, Member of the Board Nuovo Pignone – Baker Hughes, oltre che presidente di ACSI e della BiG Academy. A lui il compito di spiegare le ragioni che hanno spinto APAFORM e gli altri partner dell’iniziativa a organizzare la giornata di studio in «un luogo appropriato» come la storica industria manifatturiera fiorentina, bisognosa come non mai di «formazione di qualità e al passo con il mondo di oggi», ha rimarcato Ruggeri.

Proprio la formazione, per essere davvero tale, deve essere «tecnica e manageriale», ha precisato ancora il Presidente dell’Academy fiorentina, un obiettivo da estendere anche alla filiera di fornitura, composta nel caso del Nuovo Pignone in massima parte da piccolissime aziende familiari, con tutto ciò che comporta in termini di rischi di perdita di competitività rispetto ai giganti della concorrenza internazionale.

L’urgenza di una formazione di qualità certificata da professionisti riuniti in associazioni riconosciute secondo i principi contenuti nella legge 4/2013 è stata rimarcata anche da Anna Rita Fioroni, la Presidente di Confcommercio Professioni, in collegamento da remoto. In concreto, per gli associati della più grande rappresentanza d’impresa in Italia, si tratta di collaborare alla costruzione di un “manifesto” delle competenze aggiornato all’avvento dell’IA, capace di far crescere la professionalità di ogni membro.

Tra le strutture messe a disposizione dei propri associati per incentivare la formazione innovativa, Fioroni ha citato i centri DU-NA, oggi aperti alla possibilità di offrire formazione certificata e validata ai sensi del decreto 115/2024.

Sulla centralità del “manager formatore” ha puntato la stessa APAFORM, come ha ricordato il presidente Elio Borgonovi, sottolineando anche quanto sia essenziale che i processi di crescita siano orientati al «bene comune». Proprio a Borgonovi è toccato il compito di aprire ufficialmente i lavori della giornata, ruotante attorno ai quattro temi chiave «futuri – futuri condivisi – alleanze – alleanze trasformative», collegati l’uno con l’altro come le foglie di un quadrifoglio.

Alla fortuna di pensarsi all’interno di un mondo che sa ancora immaginarsi un futuro, Borgonovi ha dedicato la seguente citazione: «Le macchine che pensano al passato si chiamano ricordi, quelle che guardano al futuro sogni». Alla teoria è tuttavia indispensabile che seguano i fatti, ha aggiunto il Presidente APAFORM, ribadendo l’obiettivo ultimo della giornata di studio, ossia dare vita a una to do list, ossia la lista delle azioni da compiere già da domani, una volta tornati alla propria quotidianità.

Il compito di stilarla è stato affidato ai tre gruppi di lavoro previsti per la seconda sessione, a partire dalle parole chiave «fiducia – tecnologie – apprendimento». Il frutto del brainstorming tripartito è stato ricondiviso durante la terza sessione, moderata dalla Vice Presidente APAFORM, Marina De Tina, e dal consigliere Paolo Bruttini.

Tra le considerazioni emerse durante la fase seminariale, è emerso quindi come la fiducia sia «generatrice di vita come l’acqua», ossia soggetta al rischio di disperdersi in torrentelli ciechi se non viene incanalata dentro argini robusti. L’intelligenza artificiale potrebbe invece essere «aumentata di umanità» se a predominare sarà l’uso consapevole della medesima, favorito dalla «trasversalità dei valori» che accomunano tutte le generazioni, al di là delle categorizzazioni molto in voga in un certo tipo di storytelling basato sull’anagrafe.

Ad alimentare le riflessioni scaturite dai «gruppi di lavoro», ci hanno pensato, oltre a Minerva e al suo “elefante”, anche Claudia Persico, VP & Rotational Director del gruppo omonimo, e il moderatore della loro sessione, ossia il Fondatore e Presidente di KANSO, Andrea Granelli.

Tra gli altri suggerimenti pratici da introdurre per «massimizzare l’apprendimento», Minerva ha proposto ad esempio «un ritorno a 40-50 anni fa però ribaltato al 2025-50». Detto in altri termini, diventando l’IA il «nostro pane quotidiano», dovremo puntare tutto sullo sviluppo delle «meta-competenze», le uniche capaci di «crearne altre». Tra queste, secondo il direttore del Centro di formazione, saranno utilissime le competenze creative e la nostra abilità nel collocarle nei singoli contesti.

In maniera analoga, Claudia Persico ha invitato a potenziare le «competenze immateriali», visto che per quelle di tipo “hard” le macchine saranno sempre più in grado di svolgerle meglio e in meno tempo di noi.

Da ultimo, l’elefante dell’IA va educato alla «varietà e bellezza» del nostro mondo mediterraneo, ha considerato Granelli, addestrandolo a rinfrescare la memoria attraverso la tecnica della spirale, che ci invita a riflettere su «che cosa so che non so ancora».

Il pensiero critico da mettere al centro del nostro rapporto con le tecnologie, insomma, ci salverà. Ne sono consapevoli anche in Nuovo Pignone – Baker Hughes, che ha scelto di attivare il cammino di accreditamento ASFOR della propria BiG Academy, acronimo di Business Innovation Growth, puntando su una didattica co-progettata che sfrutta a proprio vantaggio la logica del fallimento.

Allo stesso modo, ha scelto di prendere di petto il problema del ricambio generazionale, fortemente sentito nel settore degli agenti assicurativi, Claudia Stella, la responsabile Competenze Agenti e Formazione Rete di Generali Italia. A sua volta, ha rimarcato l’importanza della «sicurezza psicologica» come base dell’innovazione Matteo Massi, Learning & Development Lead di Chiesi Italia, azienda di 500 persone in cui si è scelto di dare vita a una «formazione sartoriale e strategica».

Le strade scelte dalle due aziende per favorire la crescita delle proprie persone sono esempi concreti dell’effetto positivo ingenerato dal processo di accreditamento ASFOR. Un cammino che permette di passare dal quadrifoglio delle idee programmatiche stilate nella to do list alle azioni concrete. Come? Facendo affiorare nelle realtà che scelgono di accreditarsi «migliore consapevolezza» sulla validità della propria offerta formativa, capace di incidere sulla crescita della società in maniera tangibile. Solo il ragionamento sull’impatto concreto che si è in grado di produrre è infatti sinonimo di reale cambiamento. Ne è convinta da sempre e lo ha ribadito con forza, pressoché in chiusura di giornata, la Presidente della Commissione di accreditamento ASFOR, Manuela Brusoni.