Su questo numero di formaFuturi, la rubrica Orizzonti Possibili, curata da Giorgio Colombo, ospita l’analisi di Antonio Seggioli
Nella nostra società sempre più complessa e guidata dalla tecnologia, il futuro del lavoro è più incerto e richiede alle persone di adattarsi a continui cambiamenti. Questo rende necessaria una predisposizione ad apprendere per tutta la vita. Il rapido sviluppo delle tecnologie digitali ha avuto negli ultimi dieci anni un forte impatto su tutti i settori e l’istruzione non fa eccezione in questo contesto evolutivo.
In questa corsa alla competitività d’impresa che caratterizza il mercato non si può prescindere dal digitale, nel suo ruolo di abilitatore al cambiamento. All’interno di tale scenario, esiste un bisogno di istruzione e formazione continua per preparare i giovani, e non solo loro, a prosperare in mezzo a rapidi cambiamenti tecnologici, economici e sociali.
Di fronte a questa sfida globale e a questi obiettivi di adattamento, il digital learning può rappresentare, almeno teoricamente, una leva e uno strumento abilitante di un processo rapido di allineamento alle nuove esigenze di mercato.
Gli strumenti e le tecnologie
Per raggiungere gli obiettivi formativi, il digital learning utilizza media digitali, social network o classi virtuali come strumenti per formare i dipendenti aziendali.
Si presenta sicuramente come un metodo formativo più convincente rispetto ai metodi tradizionali perché attraverso le piattaforme online, un dipendente o un manager ha la possibilità di accesso facilitato e continuo ai contenuti formativi favorendo di fatto l’apprendimento autonomo e i dipendenti sono in grado di rispondere molto velocemente ai cambiamenti aziendali imposti dal mercato.
Le pratiche di mercato
I 5 elementi di servizio di una piattaforma di digital learning sono:
- Comunicare
- Condividere
- Formare
- Far fare esperienze partecipative e che danno visibilità alle persone
- Testare e Certificare le competenze.
Questi sono in modo prospettico i servizi primari di una piattaforma evoluta in grado di garantire il massimo risultato in questo scenario. Ci sono ad oggi però pochi fornitori che hanno un tale approccio a livello di piattaforma, così come non è ancora matura nelle aziende la consapevolezza di avere una struttura integrata di sistema globale di servizi.
È anche molto più facile oggi trovare sul mercato aziende che si affidano a proposte verticali di differenti produttori di learning object, di intranet interna, di sistemi di video classroom, cadendo di fatto in un processo di “commoditization” della formazione in cui non è garantita la motivazione dei dipendenti, non è chiaro il risultato ottenuto e l’effetto sul business, non si incoraggia lo spirito di squadra e di conseguenza non si migliora l’organizzazione aziendale.
Dietro a tale approccio generalmente c’è una visione dell’azienda di gestione dei processi formativi con un driver di scelta che passa attraverso un minimo sforzo organizzativo, la standardizzazione dei contenuti e il minor costo possibile.
Al contrario altre aziende attivano processi formativi basati su un approccio globale di piattaforma formativa inserendo nel TCO (Totale cost of ownership) di progetto anche i risultati di business correlati al fine di giustificare gli investimenti necessari per l’attivazione di un progetto integrato di successo.
Quando ci si impatta con tali aziende è altresì facile scoprire che generalmente sono aziende innovatrici e/o leader nel loro mercato al di là delle dimensioni aziendali.
La convinzione che sta emergendo tra gli operatori di settore è che si stia allargando il divario tra ciò che offre il sistema educativo e ciò di cui il mercato ha effettivamente bisogno in termini di competenze e conoscenze necessarie per svolgere le attività produttive. La conseguenza di questo potenziale disallineamento tra domanda e offerta sarebbe una perdita di produttività e competitività del nostro Sistema Paese.
Cosa ci aspetta nel futuro
Una delle tecnologie digitali che ha suscitato più scalpore nel 2021 è stata il “Metaverso”, soprattutto dopo il clamore mediatico che ha generato la sua presentazione all’evento annuale Facebook Connect di ottobre, quando è stato annunciato un investimento di oltre 10 miliardi di dollari per sviluppare tecnologia e contenuti e per dare vita alla nuova piattaforma.
Il Metaverso sarà un’altra moda passeggera, come tanti dei suoi predecessori, o troverà solide basi e scatenerà interruzioni in tutti i settori? La domanda è più che lecita, ma direi stimolante e degna di una verifica sul campo.
Se dal punto di vista tecnico si esaminano le caratteristiche tecnologiche dichiarate di tale nuova piattaforma di servizi esperienziali è facile comprendere che i 5 elementi di servizio di una piattaforma di digital learning sono tutti pienamente rispettati.
Le tecnologie del Metaverso possono essere di conseguenza molto utili per re-immaginare come avviene l’apprendimento.Il successo delle nuove tecnologie dipende comunque da vari fattori. Uno di questi, che è fondamentale, è la volontà dei potenziali utenti di utilizzarle.
Nel passato tecnologie assimilabili in qualche modo al Metaverso come Second Life non hanno avuto successo poiché la maggior parte degli utenti di Internet non era particolarmente interessata. Tuttavia, da allora il panorama è cambiato. Una nuova caratteristica che spicca è la prevalenza del lavoro a distanza che, a seguito della pandemia di Covid-19, per le persone è diventato consuetudine. Ciò ha significato introdurre nuovi strumenti digitali che fanno parte oramai delle abitudini di utilizzo da parte di tutti noi. Questo rende improbabile che l’uso di “tecnologie metaverse”, che devono ancora dimostrare la loro utilità e capacità, colga di sorpresa qualcuno.
Ma viene da chiedersi: nel Metaverso che faranno gli insegnanti? Il ruolo dell’insegnante sarà effettivamente trasformato. In un ambiente come il Metaverso, questi assumeranno realisticamente e definitivamente il ruolo di facilitatori.
Con i materiali e le impostazioni educative disponibili nel nuovo ambiente, gli insegnanti sosterranno, guideranno e faciliteranno gli studenti attraverso il loro processo di apprendimento svolgendo probabilmente un ruolo più passivo rispetto a prima. Inoltre, poiché l’insegnamento si svolgerà in ambienti che offrono più conoscenze di quelle che gli insegnanti possono realisticamente sperare di possedere, il loro valore aggiunto deriverà dalla loro capacità di comprendere e padroneggiare il processo e l’ambiente e di facilitare l’apprendimento degli studenti. Questa trasformazione non avverrà dall’oggi al domani, ma richiederà pianificazione e apprendimento delle nuove logiche formative anche e soprattutto da parte degli insegnanti.
Una bella sfida per tutti, tutta da scoprire. Ma siamo già partiti.