Economie del futuro

Formare alla responsabilità sociale

Ottovolante dell’economia

Si dice che l’economia è la disciplina delle “profezie che si auto avverano”. Infatti, se le persone pensano che i prezzi di un bene aumenteranno molti acquisteranno quel bene e il suo prezzo è destinato ad aumentare sicuramente. Se si diffonde la notizia che vi sarà scarsità di un certo prodotto sugli scaffali dei supermercati, tutti faranno acquisti per molti mesi successivi e quindi quel prodotto sparirà effettivamente dagli scaffali.

Questo principio vale a maggiore ragione per il comportamento delle imprese che sono sistemi sociali. Ci si può quindi domandare quale può essere il ruolo della formazione manageriale nel diffondere o accelerare l’orientamento verso la responsabilità sociale. La risposta viene dalla relazione che esiste tra contenuti della formazione, teorie di riferimento e valori di coloro che fanno parte del processo, partecipanti e docenti.

Chi si richiama a una concezione “meccanicistica” del mercato che si autoregola presenta le teorie come risultato di una conoscenza empirica oggettiva che deve guidare scelte razionali delle imprese e di coloro che in esse hanno posizioni di responsabilità di vario livello. Chi invece ritiene che la conoscenza sui comportamenti umani, oltre che da razionalità, emozioni, passioni (che possono essere conosciute tramite le neuroscienze e governate dai processi di proteine, ormoni, ecc.) sia guidata da valori etici, morali, religiosi sottolinea la responsabilità soggettiva di ogni persona e, di conseguenza, distintiva di ogni impresa.

Chi si richiama alla seconda impostazione introduce nella formazione i seguenti messaggi:

  • La responsabilità nei confronti della società non è una moda, ma parte essenziale della natura stessa dell’impresa e di ogni istituzione
  • Non si può sostenere che i valori etici, morali e religiosi debbano restare nella vita privata o fuori dall’azienda, dove invece devono prevalere la professionalità
  • La conoscenza delle regole economiche e dei mercati, i metodi e le tecniche del management sono neutrali e il problema principale è quello di scegliere tra le migliori

Far discutere casi, simulazioni, esercizi di role play, contabilità, marketing, produzione, finanza, organizzazione e gestione del personale, sistemi informativi, strategia, ecc., solo per evidenziare gli aspetti tecnici, è diverso che utilizzare questi strumenti e metodi didattici per far emergere le implicazioni non solo sui risultati aziendali, ma anche sul benessere dei lavoratori e su altri soggetti della società.

Impostare la formazione manageriale sul principio che “i manager sono coloro che perseguono nel modo giusto (declinato di volta in volta come razionale, ottimale, conveniente, efficiente) obiettivi posti da altri (CdA, azionisti, stakeholder, leggi statali)” significa deresponsabilizzare rispetto agli obiettivi. Far riferimento invece al principio secondo cui “i manager sono coloro che con la loro professionalità contribuiscono a perseguire nel modo giusto gli obiettivi giusti (di volta in volta declinati come riduzione delle disuguaglianze e povertà, inclusione, rispetto delle diversità, tutela dell’ambiente, progresso delle conoscenze)” significa responsabilizzare anche rispetto agli obiettivi. Inoltre, usare il termine-principio contribuire e non “realizzare” significa anche togliere la presunzione dei manager di essere, o di poter diventare, onnipotenti nella propria impresa, nel proprio settore, nel proprio Paese e a livello globale (leggasi i CEO delle Digital company).

Ritenere e affermare che la formazione in generale, e quella manageriale in particolare, debba rispondere e/o anticipare la domanda del mercato è ben diverso che ritenere e affermare che la formazione debba tener conto delle esigenze del mercato, ma al tempo stesso concorrere a formare uno spirito critico nei confronti dei problemi della società e non solo dell’economia. Si può dire che i valori si formano in famiglia, nella scuola, nell’associazionismo, nello sport e in altri campi, ma un sistema della formazione manageriale che rinunciasse a confrontarsi, condividere e trasmettere valori dimostrerebbe di rinunciare alla propria responsabilità sociale e, nel lungo periodo, perderebbe credibilità e prestigio. Parlare di responsabilità sociale dell’impresa senza assumere e dimostrare la propria responsabilità sociale sarebbe una contraddizione in termini e una grande mistificazione. Pertanto, si potrebbe dire che non di sole teorie, metodi e tecniche vive la formazione manageriale, ma di tutto ciò che consentirà di far ruotare l’economia attorno alle persone e non di far ruotare le persone attorno all’economia.

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