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Socialità, disabilità e competitività

Gli italiani sono noti anche per lo spirito imprenditoriale, la creatività e la capacità di adattamento a contesti a volte anche ignoti. Ne sono prova i milioni di piccole e medie imprese che caratterizzano il tessuto economico del Paese, imprenditori che hanno sviluppato mercati internazionali anche conoscendo poco o per nulla le lingue, le aziende che sono passate da padre a figli a nipoti e pronipoti superando i cento anni di conduzione familiare, come Amarelli e tante altre.
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Il segreto nel segreto

Qual è il segreto italiano nella leadership d'impresa, che consente al nostro Paese di avere successo malgrado le criticità di sistema? Al XII Leadership Learning Lab ASFOR dello scorso 24 novembre abbiamo cercato di trovare una risposta a questo interrogativo. Intervento dopo intervento, abbiamo ricomposto un mosaico che ben rappresenta quelle che sono le peculiarità e i punti di forza, talvolta persino sorprendenti, del Sistema Italia. Ma qual è il segreto nel segreto del “Paese che c’è”? Qual è l’x factor?
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Un paradosso chiamato Italia

Si tratta di spiegare come mai il nostro Paese, gravato da innumerevoli zavorre e palle di piombo, avvilito da vulnerabilità sociali ed economiche strutturali, di lungo periodo, riesca poi - quasi miracolosamente - a eccellere in molti campi, con una distintività riconosciuta in tutto il mondo. Insomma: qual è il quid, l’x factor, il segreto italiano?
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Luci e ombre del Made in Italy

In questo numero l’ottovolante dell’economia ha fatto tappa in Italia dove ha scoperto luci e ombre del Bel Paese. Innanzitutto, le luci dell’alta moda e in generale dei beni di lusso. Alta moda e cosiddetta alta gamma che hanno conquistato il mondo. Marchi come Ferrari, ma anche aziende come Ferrero e altri brand che sono noti a livello globale.
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Servono imprenditori, manager, leader nuovi o originali?

I molti dibattiti e talk show successivi alla elezione del nuovo/vecchio Presidente della Repubblica hanno alimentato la narrativa oggi dominante di cui moltissimi si riempiono la bocca: oggi serve una nuova società e una nuova economia governata da nuovi leader, imprenditori e manager.
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La vera natura dell’impresa

La natura dell’impresa e dell’azienda non può che essere sociale. Questa affermazione potrebbe sembrare utopistica e velleitaria oppure troppo ampliativa e genericamente buonista rispetto ai concetti tradizionali e correnti di impresa, finalizzati operativamente solo al profitto anche se ormai non c’è convegno o dichiarazione pubblica in cui non si sottolinei la funzione sociale delle imprese sia in logica di CSR (Corporate Social Responsibility) sia come sostenibilità attiva.   
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Formare alla responsabilità sociale

Si dice che l’economia è la disciplina delle “profezie che si auto avverano”. Infatti, se le persone pensano che i prezzi di un bene aumenteranno molti acquisteranno quel bene e il suo prezzo è destinato ad aumentare sicuramente. Se si diffonde la notizia che vi sarà scarsità di un certo prodotto sugli scaffali dei supermercati, tutti faranno acquisti per molti mesi successivi e quindi quel prodotto sparirà effettivamente dagli scaffali.
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Diamo a Cesare quel che è di Cesare?

Sappiamo, ma credo sia utile richiamarlo, che il sistema sociale dell’economia concerne la capacità di produrre e distribuire beni e servizi secondo valori e regole che si differenziano tra popoli e nazioni ma che trovano alcuni invarianti nei dati antropologici degli scambi di reciprocità bilanciata, positiva o negativa.
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Emerge l’azienda responsabile, ma la strada è ancora lunga

Accanto al dramma sociale e agli impatti economici negativi, il Covid-19 sembra aver accelerato la consapevolezza sulla necessità di un’impresa diversa, responsabile verso i suoi stakeholder, capace di produrre qualcosa che non sia più (solo) il profitto. Questo mese la rubrica curata da Marco Vergeat ospita l’intervento di Sandro Catani