Attualità

Noi e la sostenibilità

La terribile pandemia che ci ha colpito a marzo – modificando i nostri comportamenti sociali e organizzativi – deve rappresentare un punto di svolta su come noi “umani” affrontiamo il tema della sostenibilità, nelle sue diverse sfaccettature ben rappresentate dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, accordo sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, che delinea un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità.

Il fatto che dopo 5 anni ci interroghiamo su come siano stati affrontati i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile  è il riflesso di un approccio che troppo spesso ha portato a dichiarazioni di facciata che non hanno realmente inciso nel rigenerare il pianeta, sia dal punto di vista socio-economico e sia ambientale.
La forte ripresa che l’Enciclica di Papa Francesco “Laudato si’” ha avuto quest’anno non può essere casuale. La lettera apostolica ha posto con forza ai leader del mondo, ma anche a noi “piccole” persone e laici, l’urgenza – ma forse sarebbe più corretto dire la necessità – di affrontare i processi di grande trasformazione con una nuova vision dell’economia e della società.

Papa Francesco, in un passaggio che ritengo fondamentale per chi si occupa di formazione manageriale e dello sviluppo del “capitale umano”, afferma: «Il problema è che non disponiamo ancora della cultura necessaria per affrontare questa crisi – siamo nel 2015 – e c’è bisogno di costruire leadership che indichino strade, cercando di rispondere alle necessità delle generazioni attuali, includendo tutti, senza compromettere le generazioni future» (Cap. I – Quello che sta accadendo alla nostra casa – VI. La debolezza delle reazioni).

Il sistema ASFOR della formazione manageriale italiana – che ha fine novembre ha presentato il suo Manifesto – ha l’obbligo di affrontare con decisione la sfida della sempre più repentina trasformazione economica e sociale in atto, che va oltre la globalizzazione, che sarà ancor di più accelerata dall’impatto del digitale e dell’Intelligenza Artificiale. Per governare questi cambiamenti occorre sviluppare una nuova cultura manageriale sempre più diffusa, un nuovo mindset capace di coniugare nelle azioni quotidiane i diversi interessi degli stakeholder interni ed esterni alle organizzazioni. Per noi formatori la sfida è di concorre a formare una nuova “classe dirigente”, agendo nelle aule universitari e dei master ma anche nei programmi executive.

La sfida è formare e ri-generare intervenendo sul bene più prezioso e insostituibile che sono le “persone”. In questo numero di formaFuturi ospitiamo autorevoli riflessioni sul tema “sostenibilità”, che sono certo ci aiuteranno a riflettere sui nostri progetti e comportamenti e sui nostri dubbi e paure sui futuri possibili.  In questa sezione ospitiamo le riflessioni dei colleghi Federico Frattini e Tommaso Agasisti del MIP, l’invito alle School of Management e Corporate associate ASFOR è di aprire un confronto, da un lato, su cosa significhi nei comportamenti ricercare e praticare la sostenibilità e, dall’altro, su come la management education deve essere soggetto attivo per il cambiamento sostenibile.