Persone e organizzazioni: oltre le Colonne d’Ercole

Diario di bordo di un salto d’epoca

Orizzonti possibili

Un giorno, nei libri di storia, l’eredità che le prime due decadi del nuovo millennio ci stanno lasciando potrebbe essere descritta come un vero e proprio salto d’epoca. Un momento molto più profondo di quello che comunemente percepiamo come un rilevante cambiamento.

Il cambiamento, infatti, rappresenta ormai una dimensione permanente del nostro tempo, con la quale stavamo imparando a convivere, pur con non poche difficoltà. Ma è soprattutto la dimensione tremendamente accelerata, multidimensionale e pervasiva della trasformazione in corso, il fattore che fa la differenza tra ciò che stiamo vivendo oggi e il passato conosciuto dalle nostre generazioni; un’intensità e profondità che creano maggiori difficoltà di comprensione, di adattamento, di resilienza e di reazione. E il senso di incombente smarrimento è tipico dei momenti in cui le chiavi di lettura e di reazione che ci vengono dal passato non bastano più da sole a farci disegnare e perfino a immaginare il futuro che ci aspetta.

È proprio ciò che sta accadendo nei tempi che viviamo, caratterizzati dalla crescente consapevolezza che il futuro non sarà come il passato o come lo avevamo pianificato fino ad oggi, e al contempo dal crescente smarrimento insito nell’incapacità di disegnarlo. È ardito perfino immaginarlo. Avvertiamo sempre più forte il rumore di fondo che sembra segnare lo sgretolamento del modello economico e sociale neoliberista che ci ha accompagnato nell’ultima parte del secolo scorso e ancora all’inizio del nuovo millennio. Allo stesso tempo percepiamo il fiorire improvviso di nuovi paradigmi economici e sociali, di nuovi bisogni e modalità di consumo, di nuovi costumi e finanche di nuovi valori. Ma non sappiamo ancora verso quale direzione stiamo andando: qualcuno comincia a pensare che forse non ci sarà più nemmeno bisogno di avere uno o più modelli di riferimento, una meta da raggiungere, un futuro da provare a costruire, un sogno da coltivare.

Ecco allora il significato del titolo pensato per la categoria dentro la quale navigheremo con la rubrica “Orizzonti possibili“. “Oltre le Colonne d’Ercole” vuole esprimere il senso dell’epoca in cui viviamo: tra l’ignoto di ciò che ci aspetta e il coraggio di andare oltre i confini di ciò che abbiamo conosciuto e imparato fino a oggi. L’atteggiamento che ci dovrà accompagnare nel viaggio sarà quello di chi parte con il tesoro delle proprie esperienze e conoscenze, ma non ha in tasca certezze e verità, non ha nemmeno la sicurezza di una meta da raggiungere: parte alla ricerca di nuove verità, esplorando gli orizzonti del possibile.

La rubrica indirizzerà lo sguardo verso i possibili nuovi orizzonti entro i quali si va delineando il rapporto tra le persone e il proprio lavoro, in termini di bisogni, aspettative, modalità di conciliazione con i propri progetti professionali e personali. Nuovi possibili orizzonti entro i quali le organizzazioni aziendali dovranno ripensare e ridisegnare i propri modelli di sviluppo e gestione delle persone, delle loro competenze, motivazione e rewording, finanche dei tempi e degli spazi. Questo per comprendere quale dovrà essere il percorso delle community aziendali per integrarsi e creare valore durevole con le community territoriali in cui vivono e operano e per tutti gli stakeholder dalle stesse rappresentate.

Esploreremo tutti questi nuovi orizzonti possibili con l’auspicio di incontrare e portare a bordo nel nostro viaggio manager d’azienda, ricercatori e studiosi delle organizzazioni d’impresa che vogliano condividere in questo spazio riflessioni, ricerche, curiosità, ma anche esperienze vissute, tratte dal loro “diario di bordo”. Con la consapevolezza che tutte le idee e gli stimoli saranno utili per provare a capire insieme il futuro che ci attende nel mondo del lavoro e delle imprese, anche passando da quelle idee ed esperienze che strada facendo si dovessero dimostrare fallaci.

Benvenuti a bordo!

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