Persone e organizzazioni: oltre le Colonne d’Ercole

Formare all’innovazione: una questione di competenze

Idee di qualità

In questo numero, la rubrica curata da Manuela Brusoni, ospite l’intervento di Alessandra Girardo, Chief Operations Officer di Kirey Group


Il gruppo Kirey nasce nel 2017 come integrazione di quattro storiche realtà italiane nel mondo della progettazione di sistemi informativi e della system integration. Oggi aggrega in modo sistemico competenze tecnologiche diversificate e opera sia in ambito italiano sia a livello internazionale, grazie a un ampliamento significativo della propria presenza in Spagna, Portogallo, Romania, Serbia, Croazia, Albania, Bulgaria, Messico e Kenya.

Fin dall’inizio ci siamo posti l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per le aziende che vogliono innovare i propri processi in un’ottica di trasformazione digitale. Ad oggi Kirey supporta oltre 400 aziende – principalmente di medie e grandi dimensioni e attive nei settori Banking, Insurance, Oil&Gas, Government e Manufacturing, in sei aree: Business Intelligence, Data Management, Governance and Quality, Enterprise Application Management, IT Transformation & Digital Solutions e IT security.

L’ambizione di Kirey è quella di continuare a crescere, rafforzando il proprio posizionamento sul mercato in ottica europea, dove vogliamo porci come nuovo punto di riferimento per i servizi IT.

Tuttavia, mentre l’indice di digitalizzazione di un’azienda sembra ormai sempre più correlato alla sua redditività, lo scenario ICT sta registrando una mancanza di competenze in grado di accompagnare sia la trasformazione sia la crescita delle imprese. Secondo un’analisi ISTAT del novembre 2022, il 55% delle agenzie di recruiting ha riportato delle difficoltà a occupare posizioni vacanti nel settore IT e l’Italia è all’ultimo posto nell’UE per numero di iscritti ai corsi di laurea in materie ICT in rapporto alla popolazione. Il mondo del lavoro sta cambiando in fretta e le competenze STEM sono cruciali per le opportunità di occupazione delle nuove generazioni, per la competitività delle imprese e per una evoluzione trasversale della collettività. Nonostante questo trend sia chiarissimo, è ancora limitato il numero di giovani, e soprattutto di ragazze, che sceglie un percorso di studi STEM. Secondo un’analisi Deloitte, solo il 26% del totale dei laureati nei Paesi esaminati (Italia, Grecia, Malta, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito) possiede un titolo di studio di questo tipo. Una tendenza rimasta quasi inalterata negli ultimi 5 anni a cui si aggiunge il fatto che, mediamente, sono necessari 5 mesi e mezzo per trovare determinate figure IT.

Infine, dobbiamo anche considerare la presenza di bias di genere, stereotipi e mancanza di modelli di riferimento. Secondo una ricerca del World Economic Forum, le donne detengono il 56% dei diplomi universitari in generale, ma solo il 36% dei diplomi STEM. A questo dato si aggiunge il fatto che la componente femminile rappresenta solo il 25% della forza lavoro STEM nel mondo.

Lo skill gap tecnologico può essere in primis ricondotto al periodo di formazione: ci sono molti fattori che influenzano direttamente e indirettamente la decisione di uno studente di specializzarsi in materie tecnologiche o STEM. In quest’ottica una potenziale soluzione potrebbe arrivare, oltre che dai tradizionali programmi accademici e universitari, da un incremento di percorsi di formazione offerti da una pluralità di organizzazioni – anche indipendenti e alternative a quelle formali -, da programmi più flessibili, personalizzabili, brevi e componibili in sequenza, per potersi allineare ai cambiamenti e ai fabbisogni del mondo del lavoro in modo più immediato e diretto, pur fondandosi su una educazione di base universitaria o superiore.

Le opportunità oggi si sono maggiormente articolate, sia in termini di soluzioni didattiche – sono infatti sempre più diffusi i boot camp, gli hackathon e vari approcci di design thinking, per stimolare la partecipazione e la creatività degli studenti- sia in termini di possibilità e potenzialità che offre l’utilizzo appropriato della tecnologia digitale. Le opportunità e gli strumenti per modificare lo scenario attuale sopra descritto ci sono e stanno diffondendosi, tuttavia, l’investimento in formazione non può essere solo iniziale: deve essere continuativo, svilupparsi nel tempo e accompagnare le persone nel proprio percorso personale e lavorativo, soprattutto oggi, in tempi di veloci e complessi cambiamenti sociali e tecnologici.

In questa direzione strategica, Kirey Group considera il miglioramento delle competenze dei propri lavoratori una priorità, in quanto strettamente legata alla natura stessa del consulente informatico, che deve essere flessibile, in grado di gestire più progetti contemporaneamente, dialogare e collaborare con molti ruoli, tanto in ambito strategico quanto nell’applicazione delle nuove tecnologie e sulla loro appropriata introduzione in ambito aziendale. Anche a questo scopo, abbiamo attivato un percorso di formazione in affiancamento ai nuovi ingressi, secondo un modello di apprendimento che combina contenuti ed esperienza sul campo, articolato in tre moduli annuali progressivi, ciascuno dei quali consente l’acquisizione di un set di competenze manageriali. Il primo di questi moduli, fondativo, ha tre obiettivi: rendere comune e coerente ai partecipanti una base di conoscenze IT essenziale, creare una condivisione di cultura aziendale e di conoscenza delle expertise delle diverse aree, per consentire a ciascun partecipante di avvalersi delle competenze dei colleghi in altri ambiti essenziali al fine di una completa comprensione del mondi aziendale a cui si offrono i propri servizi.

Il modulo “Digital Transformation” per la prima annualità è stato accreditato da ASFOR secondo il modello “Management Development Program”, come avvio del percorso completo che si svilupperà nei prossimi anni. Il programma completo ci permetterà di raggiungere molteplici obiettivi: scambiare competenze sempre più in linea con l’innovazione tecnologica di mercato e con i bisogni dei clienti; promuovere un approccio pragmatico e innovativo alla consulenza IT-digital, in modo da rispondere in modo proattivo alle criticità aziendali, creando valore e, ovviamente, preparare la prossima generazione di consulenti Kirey, dotandoli di una formazione tecnica allineata ai bisogni dei clienti e ai trend di mercato. Non ultima, è da considerare la spinta ad avviare un percorso di apprendimento continuo che desideriamo proporre come obiettivo generale ai nostri partecipanti.

 

 

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