Persone e organizzazioni: oltre le Colonne d’Ercole

Educare alla sostenibilità

Idee di qualità

Questo mese l’articolo per la rubrica “Idee di qualità” firmato da Manuela Brusoni è stato scritto con la collaborazione di Paola Egi, Maria Errico e Angelica Orfino, rispettivamente Accreditation Manager, Data Analyst e Accreditation Specialist del team Accreditamenti e Ranking di SDA Bocconi 


Riecheggiando il titolo del testo fondamentale di Maria Montessori “Educare alla libertà”, ritengo essenziale questo mese coinvolgere nella riflessione chi alla sostenibilità dovrà dare contenuti, azioni e senso concreto. Una combinazione efficace è ascoltare persone giovani che si dedicano a questi temi nelle scuole di management. Maria Errico e Angelica Orfino si occupano di accreditamenti e ranking in SDA Bocconi: a loro la parola in questo articolo “corale” a cui ha dato il suo contributo anche Paola Egi, Accreditation Manager.

Una premessa sui principali attori
Le aziende private sono attive nel campo della sostenibilità ormai da parecchi anni. Dato lo stretto rapporto che le aziende hanno per definizione con i consumatori, è comprensibile come queste siano state le first-movers in questo ambito, specialmente in una società sempre più rivolta allo sviluppo sostenibile.

Il concetto di Corporate Social Responsibility (o CSR) si è sviluppato sulla responsabilità aziendale, attraverso la quale le aziende hanno introdotto indicatori chiave di prestazione e sistemi di rendicontazione al fine di mostrare come la sostenibilità possa creare valore non solo per le imprese, ma anche per la società nel suo insieme. Accodandosi alle aziende che si dedicano ai consumatori, anche le istituzioni finanziarie costruiscono sempre di più le loro decisioni di finanziamento basandosi su criteri e indici di sostenibilità: ha recentemente compiuto 20 anni il Dow Jones Sustainability Index (DJSI), il primo indice che valuta le performance finanziarie delle compagnie mondiali che seguono principi sostenibili. In sinergia con le istituzioni e i governi locali e internazionali, le aziende private sono diventate il veicolo perfetto per aumentare la consapevolezza sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG).

Considerata la partecipazione delle aziende pubbliche e delle istituzioni locali, nazionali e internazionali nel raggiungimento degli SDG, viene da chiedersi come mai le school of management, note per il loro ruolo di intermediario fra le parti, si siano inserite relativamente tardi nel panorama.
Possiamo dire che l’introduzione degli SDG nel 2015 abbia favorito un loro ruolo più attivo nello sforzo collettivo verso un futuro più sostenibile. La loro abilità nel connettere gli stakeholder è un aspetto chiave tramite il quale possono fornire un contributo efficace nel conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Inoltre, i settori dell’istruzione terziaria e della ricerca scientifica sono esplicitamente riconosciuti in una serie di SDG, tra cui l’SDG 4, “Quality Education”, e gli studenti stessi sono sempre più orientati verso un’istruzione che li avvicini a un futuro sostenibile e responsabile.
Un supporto alle school of management si trova nelle istituzioni di accreditamento e ranking: tali istituzioni forniscono standard di miglioramento continuo che, in vista del 2030, non possono che prevedere temi di sostenibilità.

Tra gli accreditamenti, AACSB ed EQUIS si concentrano e incorporano a livello istituzionale l’impegno e l’impatto sulla società, sulla responsabilità e sulla sostenibilità nei loro criteri di valutazione per i processi di accreditamento. AMBA, che certifica i programmi MBA, ha introdotto un ulteriore accreditamento creato appositamente per permettere alle scuole di evidenziare quelle attività che sono centrate su questi temi. ASFOR infine, con focus nazionale, offre alle Scuole che adottano il proprio sistema di maggior risalto ai temi di etica, responsabilità e sostenibilità. Da un lato, i ranking più tradizionali hanno iniziato a introdurre nuovi indicatori relativi alla sostenibilità, dall’altro lato, alcuni nuovi ranking misurano le università direttamente sulla loro conformità agli SDG, essendo essi il focus principale della classifica stessa.

Una riflessione su Guidance e Compliance
La visione di insieme offerta dagli accreditamenti e dai network internazionali che si occupano di questi temi, quali ad esempio PRME (Principle for Responsible Management Education) e SDSN (Sustainable Development Solutions Network), ci ha permesso di osservare la reportistica già esistente sulla mappatura degli SDG da parte delle istituzioni di Management Education. A un primo sguardo sembra che le scuole abbiano un impatto su ogni SDG: in teoria, fare beneficenza porterebbe a “spuntare” la casella SDG 1, “No Poverty”, così come sponsorizzare eventi con tema la tutela degli oceani potrebbe facilmente ricadere nell’SDG 14, “Life Below Water” o, ancora, sistemare arnie con api da miele sui roof garden degli edifici consentirebbe di affermare il proprio concreto supporto al SDG 15, “Life on Land”.

Ma il semplice “spuntare le caselle” è davvero un approccio efficace? Riprendendo gli esempi di prima, possiamo notare come, per quanto costituiscano un’efficace comunicazione, l’impatto effettivo da essi generato per raggiungere quegli obiettivi sia minimo rispetto al contributo che una school of management si può preporre. Sulla base della necessità di rispecchiare le decisioni strategiche della scuola, a loro volta originate dalla mission, la metodologia fondamentale è certamente la valutazione di materialità presentata negli standard della Global Reporting Initiative (GRI). L’analisi di materialità è considerata fondamentale in ogni reportistica sulla sostenibilità per identificare la rilevanza di questi temi da parte di ogni organizzazione, comprese le school of management, in base ai propri stakeholder.

In quest’ottica, l’approccio alla rendicontazione degli SDG che stiamo sviluppando in SDA Bocconi si propone di adottare una sorta di ragionamento “dual mapping”: privilegerà i temi più rilevanti etichettandoli come “Guidance”, mentre gli altri rientreranno nella “Compliance”. In altri termini, partendo dalla mission e dai valori della scuola, il concetto di “Guidance” comprende quegli SDG per i quali la scuola in quanto esperta può agire in prima persona e guidare la comunità. Per gli SDG in cui la scuola non ha né la necessità né le conoscenze e attività di ricerca per essere un leader, la “Compliance” è fondamentale e altrettanto rilevante per la società, all’interno della quale la school of management opera e fa da esempio, stimolando le buone pratiche da parte della comunità.

Un flusso di sostenibilità
Partendo da questa premessa, proponiamo un processo ciclico, che abbiamo chiamato “flusso di sostenibilità”, un ciclo di feedback. Facendo riferimento all’immagine, si nota come la mission sia al centro dell’infinito: dopo un’attenta analisi e comprensione degli SDG, è utile partire dalla mission per determinare gli SDG che la scuola può supportare in modo più efficace tramite le proprie strategie, sia all’interno che verso l’esterno. A loro volta le strategie applicate e i risultati derivanti, uniti a un processo di misurazione e reporting sistematico, ritornano alla mission, contribuendo a un’evoluzione e a un miglioramento del supporto che la Scuola fornisce al raggiungimento degli obiettivi in termini di “Guidance” e “Compliance”.

Questo esercizio di mappatura ha come scopo quello di gettare le basi per una collaborazione congiunta con altre scuole di management italiane e internazionali, in modo che ciascuna valorizzi i propri punti di forza per la “Guidance” e che utilizzi i punti di forza delle altre scuole per la “Compliance”. Ciò consente una collaborazione più forte ed efficace al fine di perseguire gli Obiettivi 2030, creando e rinforzando possibili partnership in linea con l’SDG 17, che promuove proprio la nascita di un’alleanza mondiale per lo sviluppo sostenibile che implica proprio la mobilitazione e lo scambio di conoscenze.
È con questo intento che abbiamo deciso di condividere con tutti gli associati del network ASFOR la nostra riflessione, nella speranza di una collaborazione più efficace che parta dalle specificità di ciascuna school of management.

 

Il team Accreditamenti e Ranking di SDA Bocconi è formato da:
Manuela Brusoni, Director, Quality and Accreditations
Paola Egi, Accreditation Manager
Maria Errico, Data Analyst
Angelica Orfino, Accreditation Specialist

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