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Formazione manageriale e impatto sociale: ASFOR traccia la rotta al Campus Navigli di POLIMI GSoM

Una mattinata di confronto, dati e visioni condivise ha animato il Campus Navigli della POLIMI Graduate School of Management, dove ASFOR – Associazione Italiana per la Formazione Manageriale – ha riunito i propri associati per il workshop di presentazione dei risultati dell’Indagine 2025 sulle iniziative di impatto sociale delle Istituzioni Associate ASFOR, sviluppata in partnership con POLIMI GSoM (la survey è stata somministrata a tutte le istituzioni socie ASFOR e le risposte pervenute sono state 19, di cui il 21% da Aziende/Pubblica Amministrazione e il 79% da Istituzioni di Formazione/Consulenza manageriale). L’appuntamento ha messo al centro il ruolo sempre più strategico della formazione manageriale come leva di sviluppo sociale, economico e culturale per il Paese.

Ad aprire i lavori è stato Mauro Meda, Segretario Generale di ASFOR, che ha richiamato la missione dell’Associazione: sviluppare e diffondere la cultura manageriale e imprenditoriale in Italia, qualificando l’offerta formativa e accompagnandone l’evoluzione in risposta a una domanda in costante trasformazione. Un obiettivo che oggi si intreccia sempre più con la necessità di generare valore condiviso e impatto positivo sui territori e sulle comunità.

Il cuore della mattinata è stato l’intervento di Enrico Bellazzecca, Associate Dean for Sustainability & Impact di POLIMI GSoM, che ha illustrato i principali risultati della survey. Dopo una panoramica sull’impatto già generato dal sistema della formazione manageriale, Bellazzecca ha sottolineato come l’Italia stia attraversando una fase di profondo cambiamento, segnata da crisi demografica, ricambio generazionale e nuove fragilità sociali. In questo contesto, la formazione è chiamata a evolvere, rafforzando la propria capacità di coinvolgimento e di risposta ai bisogni emergenti.

Ricordando il Goal 17Partnership for the Goals dell’Agenda 2030, Bellazzecca ha osservato come la formazione possa agire da catalizzatore di collaborazioni tra istituzioni, imprese, Terzo Settore e comunità locali. La survey ha infatti indagato la diffusione di iniziative a impatto sociale con il coinvolgimento attivo di partecipanti, collaboratori/trici, docenti e/o Alumni/ae, evidenziando come il principale ostacolo alla loro progettazione e realizzazione sia oggi la mancanza di tempo ed energie, più che di visione o volontà.

Numerose e diverse le iniziative emerse: dalle borse di studio ai master gratuiti per categorie fragili, dai laboratori di orientamento alle attività di volontariato aziendale e service learning, fino ai seminari su sostenibilità, etica e imprenditorialità e alle collaborazioni strutturate con organizzazioni non profit e comunità locali. Guardando al futuro, Bellazzecca ha delineato alcuni ambiti di possibile sviluppo: progetti interregionali per ridurre i divari educativi e contrastare la dispersione scolastica, programmi nelle scuole superiori per promuovere competenze trasversali, iniziative dedicate al benessere psicologico e mentale, la creazione di una piattaforma per condividere best practice e progetti ad alto impatto, percorsi di formazione manageriale per il Terzo Settore ed eventi aperti alla cittadinanza su temi innovativi.

La seconda parte della mattinata ha dato voce alle cinque testimonianze ospitate, esempi concreti di come l’impatto sociale possa diventare parte integrante dei modelli formativi. Caterina Soldi, Development & Program Manager di Cottino Social Impact Campus, ha parlato del programma Impact Prototypes Labs, sottolineando come l’innovazione rappresenti oggi un potente driver di senso per le aziende e un terreno di incontro tra competenze manageriali e bisogni sociali.

Con l’intervento “Educare i ragazzi alla bellezza”, Raffaele Fabbrocini, Presidente di CONSVIP, ha raccontato il lavoro svolto con i detenuti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, illustrando le attività di preparazione al lavoro – dalla ristorazione al laboratorio edile, dalla manutenzione del verde – come strumenti di dignità, inclusione e futuro possibile.

Mariajosé Vecchione, Career Coach di IPE Business School, ha presentato “Crescere servendo: Life skills e volontariato per lo sviluppo professionale”, proponendo una visione del lavoro come servizio e un modello d’impatto fondato su persone, generosità e valore sostenibile, capace di integrare crescita professionale e responsabilità sociale.

Ad Angela Montagano, Sustainability & Impact, Internationalization and Quality COO di POLIMI GSoM, il compito di illustrare “Leave Your Mark”, l’iniziativa annuale che mobilita capitale umano e relazionale attraverso la formazione per generare impatto sociale insieme al mondo non profit.

In collegamento, Riccardo Antonelli, Head of Education e Partner di GEMA Business School, ha infine raccontato il percorso intrapreso dall’istituzione per diventare Società Benefit, evidenziando il valore trasformativo di una scelta che integra governance, strategia e impatto.

A chiudere i lavori è stata Manuela Brusoni, Dean’s Delegate for Accreditation di SDA Bocconi, Presidente della Commissione Accreditamento e membro del Comitato Direttivo ASFOR, che ha riflettuto sul ruolo dell’impatto sociale nei sistemi di accreditamento, sottolineando come la formazione manageriale sia un veicolo privilegiato di innovazione e un connettore essenziale con il mondo produttivo.

Nel suo intervento conclusivo, il Segretario Generale Mauro Meda ha infine annunciato la prossima realizzazione di un nuovo Quaderno di Management ASFOR dedicato a questi temi e la prosecuzione dell’indagine sull’impatto sociale della formazione manageriale. La giornata si è poi conclusa con lo svolgimento dell’Assemblea Annuale dei Soci ASFOR, confermando l’impegno dell’Associazione nel guidare l’evoluzione della formazione manageriale verso un impatto sempre più consapevole e condiviso.