Economie del futuro

Basta che funzioni

Il suggerimento per avere un corretto mindset per performare oltre i confini si può trovare nel titolo di un bellissimo film di Woody Allen del 2009: “Basta che funzioni”. Sì, perché far funzionare un’impresa oggi in un contesto così turbolento è un compito particolarmente affascinante e difficile allo stesso tempo. Funzionare come imprenditore e manager e di conseguenza far funzionare il business richiede tre punti di attenzione sul proprio mindset.

Contemporaneità

Per funzionare mai come oggi bisogna essere in perfetta sincronia con quello che sta accadendo. Il business deve essere sincrono ai tempi che corrono. Se arriviamo troppo presto rischiamo di essere incompresi e inoltre daremo un vantaggio a chi arriverà dopo e potrà sfruttare la nostra curva di apprendimento, arrivando così sul mercato con investimenti più bassi e quindi con maggior competitività. Se arriviamo troppo tardi saremo percepiti come dei follower e faremo più fatica a comunicare le caratteristiche distintive del nostro prodotto o servizio. Essere contemporanei vuol dire entrare in un mercato quando questo è pronto e quando noi siamo pronti. Oggi è molto difficile perché il confine della contemporaneità non si sposta linearmente. Le analisi di mercato e l’analisi della concorrenza non possono essere l’unica base dati per prendere decisioni perché guardano al passato, a quello che è già stato. Vanno quindi presi in considerazione insieme agli indizi di dove si sta spostando la linea della contemporaneità. Tendenze, culture nascenti e specificità della realtà dove dobbiamo agire vanno raccolte con curiosità e spirito euristico per poi essere elaborate per comprendere non cosa ha funzionato, ma cosa funzionerà.

Scomodità

In un mondo incerto e mutevole non dobbiamo legarci al passato e ai risultati conseguiti. La capacità adattativa e resiliente ai cambiamenti ci permette di resistere ma ci fa giocare in difesa, di rimessa. Con questo atteggiamento difficilmente agiremo da protagonisti. Bisogna essere pronti e reattivi per giocare in attacco e questa prontezza e reattività che ci permette di agire con velocità si acquisisce stando scomodi. Nello sport non devi mai stare sui talloni, devi stare sulle punte con le gambe leggermente flesse per essere pronto a quello che non ti aspetti. Posizione scomoda ma efficace. La scomodità è un atteggiamento mentale che richiede allenamento, che non ti fa mai sedere sui successi passati, che ti mantiene vigile, che non ti fa cadere nella trappola di vedere il business come un’attività da manutenere, migliorare e perfezionare. Ti costringe a ripensare in continuazione strade alternative, a lavorare sul piano X, Y e Z. La scomodità ti invita a pensare al futuro, a recuperare la progettualità e a pensare come agente del cambiamento.

Identità e comunicazione

Non solo siamo nel mondo VUCA, siamo anche nel mondo dove la comunicazione è parcellizzata e non esiste più un contenitore di esperienze comuni come potevano essere state in passato la radio e la televisione. Senza ancore culturali globali, con media che raggiungono target frammentati, diventa fondamentale una riflessione su temi come identità e comunicazione. Nella volatilità del VUCA, le organizzazioni, i leader e i manager dovranno mutare sempre di più per essere efficaci nella contemporaneità. Per mantenere il ruolo stabile di riferimento per le persone, interne o esterne all’organizzazione, diventa indispensabile prendere consapevolezza degli elementi di unicità e quindi identitari della persona (se si parla di ruolo) o dell’organizzazione (se si parla di brand). In questo momento particolarmente complesso diventa rilevante comprendere gli aspetti valoriali che identificano persone e organizzazioni. Perché in un mondo mutevole queste diventano dei riferimenti stabili. Se ad esempio uno dei miei valori imprenditoriali è il rispetto delle persone, indipendentemente dai cambiamenti esterni e di conseguenza della mia azienda sarò riconoscibile come imprenditore grazie a dei comportamenti che siano coerenti con il rispetto delle persone. Mai come oggi la leadership sia delle organizzazioni sia delle persone è legata alla dichiarazione e poi all’esercizio dei valori. Il comportamento diventa il primo elemento di manifestazione estetica della propria identità, la prima forma di comunicazione della propria peculiarità. Questa va seguita da una comunicazione che deve sempre manifestare l’asset valoriale in maniera multicanale e con linguaggi appropriati al media utilizzato. In questo modo le persone, che fruiscono i vari media ci vedranno una volta su LinkedIn, un’altra volta su Instagram, una volta su un’intervista online, poi ancora a un convegno e piano piano come tessere di un puzzle che si mettono in ordine a un cero punto capiranno chi siamo. Visto che le persone comprano sempre meno quello che proponi ma sempre di più chi sei e quello in cui credi, les jeux sont faits!

Se siamo contemporanei, stiamo scomodi e abbiamo chiaro quello in cui crediamo tanto da comunicarlo in modo efficace, saremo in grado di interpretare i cambiamenti e affrontare le sfide in mondi nuovi superando confini geografici o culturali. E tutto funzionerà. Perché il gioco, tutt’altro banale, è fare in modo di dare corpo al motto “Basta che funzioni”.