Economie del futuro

Triplo salto mortale sincronizzato

Ottovolante dell’economia

Ormai per vincere le Olimpiadi nei tuffi occorre proporre coefficienti altissimi. Lo stesso deve fare l’Italia per uscire da questo periodo di estrema difficoltà. Ha iniziato Giuseppe Conte inventando il “doppio salto mortale rovesciato e carpiato” costituendo prima un governo giallo-verde e poi un governo giallo-rosso. Visto che uno dei giudici, Matteo Renzi, ha dato un voto basso, Conte ha proposto il “triplo salto mortale rovesciato e carpiato” cercando responsabili o costruttori che però non sono riusciti a costruire una rete di protezione. Per questo, già in allenamento, il tuffo non è riuscito.
A questo punto il Presidente Mattarella ha puntato sull’esperienza e ha chiesto a Mario Draghi di entrare in campo suggerendogli un tuffo difficile, ma non impossibile, il triplo salto mortale diritto e non rovesciato o carpiato. Il nuovo Presidente del Consiglio ha così proposto alle forze politiche e al paese tre giravolte che, con un buon istruttore quale egli è, possono rilanciare il Paese:

  • Un piano nazionale di ripresa e resilienza (Next Generation o Recovery Plan, che dir si voglia) seguendo le indicazioni date dall’Unione Europea che costituirà anche la commissione dei giudici dei tuffi e che non intende farsi impressionare da proposte fumose
  • Sostegno alle persone e alle aziende in difficoltà con interventi che non siano di assistenzialismo, ma di stimolo per nuove attività
  • Valorizzazione della conoscenza e della competenza a tutti i livelli, a partire dalla ricerca e dal sistema educativo, per finire con azioni finalizzate a dotare il Paese dei profili professionali richiesti dall’innovazione (quelli che vengono definiti reskilling e upskilling delle persone)

Anche il mondo imprenditoriale è chiamato ad un triplo salto mortale per il quale si lascia al lettore la scelta di definirlo diritto o rovesciato:

  • Ritornare a mettere in campo l’essenza del “fare impresa” che significa apertura all’innovazione, accettazione del rischio e rinuncia alle tentazioni del credito a basso costo o al sostegno dei “ristori” che finiranno presto
  • Accettare fino in fondo le sfide della riconversione verde e della digitalizzazione, per le quali possono arrivare molte risorse, europee e dei mercati finanziari disposti a investire in imprese che seguono la logica dei principi ESG (Environmental, social and corporate governance)
  • Aggiungere all’indiscusso valore della creatività e del made in Italy, la cultura dell’organizzazione per filiere produttive e della creazione di sistemi “ecologici” nei quali siano presenti ricerca, innovazione di prodotti e processi, produzioni rivolte a nuovi mercati

Seguendo il detto “medico cura prima te stesso”, espressione della saggezza popolare, è richiesto un triplo salto mortale anche al mondo della formazione manageriale che deve:

  • Rivedere la propria offerta partendo dalla capacità di comprendere le reali esigenze di individui e organizzazioni sempre più complesse e dinamiche
  • Svolgere un’azione culturale “di sistema” impegnandosi a formare manager per imprese (a cui è stata dedicata in passato la massima attenzione), amministrazioni pubbliche (a sostegno di una delle riforme considerata condizione inderogabile per un’economia dinamica) e organizzazioni di Terzo settore che diventeranno sempre più la terza leva di un’economia più equilibrata, equa e sostenibile e non semplice rimedio ai fallimenti del mercato o dell’intervento pubblico
  • Fare il definitivo passaggio da modelli di “Teaching” a modelli di “Learning” e, soprattutto, di “cooperative Learning” che consiste nella capacità di mettere in circolo e sistematizzare le conoscenze di cui sono portatori i partecipanti dei programmi per adulti.
    Mentre nel mondo dei tuffi si hanno quelli del “sincronizzato” che coinvolge più atleti, il Paese sarà chiamato, nei prossimi mesi e anni, a cimentarsi in un “tuffo sincronizzato” almeno sui 3 fronti sopra richiamati. Spetta a tutti noi contribuire a realizzare questa impresa.
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