L’intelligenza artificiale generativa (GenAI) sta emergendo come una tecnologia fondamentale per il miglioramento della formazione manageriale, soprattutto nell’ambito della didattica post-lauream ed esperienziale. Lo scorso 19 giugno, durante la XXII Giornata della Formazione Manageriale ASFOR a Torino, ho potuto presentare e discutere un framework di riferimento, che mira a descrivere come la GenAI possa trasformare l’educazione manageriale, esaminando modelli, approcci e rischi associati a questa innovazione. Nel panorama dell’attuale offerta di formazione manageriale, caratterizzato da una rapida evoluzione tecnologica, è cruciale comprendere come sfruttare al meglio le opportunità offerte da questa tecnologia per migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. Il tentativo è quello di non cedere alla tentazione di usare l’AI come “scorciatoia” o “semplificazione” del processo formativo, ma come strumento che lo potenzi e abiliti innovazione e miglioramento continuo.
L’analisi del framework proposto si è concentrata su tre macro-fasi dell’attività formativa: (i) la preparazione dei corsi, (ii) lo svolgimento delle attività didattiche e (iii) la valutazione degli studenti. Durante la fase di preparazione dei corsi e delle lezioni, la GenAI può essere utilizzata come uno strumento estremamente potente. In particolare, essa può essere impiegata per creare contenuti didattici di alta qualità, sviluppare la struttura dei corsi e i syllabi, ricercare materiali rilevanti (con una loro organizzazione “critica”) e generare video e immagini per arricchire il materiale didattico. Questo non solo permette ai docenti di risparmiare tempo prezioso, ma consente anche una maggiore personalizzazione dell’insegnamento. Infatti, l’integrazione della GenAI nella preparazione didattica permette di adattare meglio i contenuti alle esigenze specifiche degli studenti, migliorando l’efficacia dell’apprendimento.
Ad esempio, la GenAI può analizzare i dati sugli stili di apprendimento degli studenti (mediante appositi strumenti di rilevazione) e suggerire adattamenti specifici nei materiali e nelle metodologie didattiche. Inoltre, nella didattica post-lauream, dove la complessità dei temi trattati richiede materiali didattici aggiornati e specifici, la GenAI può supportare i docenti nella produzione di contenuti rilevanti e riferiti agli accadimenti dell’attualità.
Durante lo svolgimento delle attività didattiche, la GenAI può offrire supporto continuo attraverso strumenti di feedback, tutorship e coaching, da progettare e realizzare in modo personalizzato da parte dei diversi docenti, nei diversi contesti dei vari insegnamenti. Un esempio significativo è l’uso della GenAI per supportare i casi di studio, pianificare lezioni e creare materiali di ripasso. Questo approccio rende l’apprendimento più dinamico e interattivo, coinvolgendo maggiormente gli studenti e migliorando la loro esperienza educativa.
La capacità della GenAI di fornire feedback in tempo reale e personalizzato aiuta gli studenti a comprendere meglio le loro aree di miglioramento e a progredire più rapidamente nel loro percorso di apprendimento. Nella formazione manageriale post-lauream, questo è particolarmente rilevante, poiché gli studenti sono talvolta professionisti che cercano di applicare immediatamente le conoscenze acquisite al loro contesto lavorativo.
La GenAI può supportare questi studenti fornendo esempi pratici e simulazioni che riflettono le sfide reali del mondo aziendale. Per quanto riguarda la valutazione degli studenti, la GenAI offre la possibilità di creare test personalizzati e automatizzare le correzioni. Questo non solo riduce il carico di lavoro per i docenti, ma fornisce anche agli studenti un feedback immediato e dettagliato, essenziale per un apprendimento efficace. La capacità della GenAI di analizzare rapidamente le risposte e fornire correzioni personalizzate migliora significativamente il processo di valutazione, rendendolo più equo e trasparente. Inoltre, la GenAI può identificare pattern nei dati degli studenti che potrebbero sfuggire all’osservazione umana, fornendo ulteriori spunti per il miglioramento dell’insegnamento.
Nella formazione manageriale post-lauream, dove l’accuratezza e la tempestività del feedback sono cruciali per l’applicazione pratica delle competenze acquisite, la GenAI rappresenta un valore aggiunto tutto da esplorare. Nonostante i numerosi vantaggi, non possono essere ignorati alcuni rischi (molti dei quali messi in luce dal Rapporto UNESCO sull’uso della GenAI nei processi formativi). Uno dei principali rischi è l’aumento della povertà digitale, specialmente nei paesi in cui l’accesso alle tecnologie è limitato. Questo potrebbe esacerbare le disuguaglianze esistenti, creando un divario tra coloro che possono accedere a queste tecnologie avanzate e coloro che ne sono esclusi. Inoltre, l’incapacità delle normative di tenere il passo con l’innovazione tecnologica può portare a potenziali abusi, come l’utilizzo di contenuti senza autorizzazione e la violazione dei diritti d’autore.
Un’altra preoccupazione significativa riguarda la mancanza di trasparenza nei modelli AI, spesso descritti come “Black-Box“. Questa opacità può portare a output non verificabili e non spiegabili, generando incertezza e sfiducia. La generazione massiva di contenuti da parte della GenAI rischia di inquinare internet con informazioni di bassa qualità e ridurre la diversità di opinioni, marginalizzando le opinioni minoritarie. La capacità della GenAI di creare deepfake rappresenta una seria minaccia alla veridicità delle informazioni, sollevando preoccupazioni etiche e sociali. Inoltre, l’affidamento eccessivo sulla tecnologia può portare a una diminuzione del pensiero critico e delle competenze di problem-solving tra gli studenti, il contrario dello scopo per cui sarebbe utile utilizzare GenAI per potenziare il processo formativo!
I rischi associati all’uso della GenAI possono essere mitigati, come sempre, attraverso un’adozione consapevole e responsabile della tecnologia. È fondamentale sviluppare linee guida che suggeriscano un uso deciso ma cauto della GenAI nella didattica, garantendo trasparenza, equità e rispetto dei diritti d’autore. Inoltre, è essenziale promuovere un’educazione digitale che prepari sia i docenti che gli studenti a utilizzare la GenAI in modo efficace e sicuro.
Nonostante questi rischi, e forse proprio per affrontarli correttamente, è essenziale adottare un utilizzo “umano” della GenAI nella didattica. L’obiettivo di fondo, infatti, non è affatto sostituire la relazione umana tra docente e studente, ma supportarla e migliorarla. Come ha sottolineato un esperto come Alberto Chierici, “l’insegnamento è coltivare uno spazio in cui gli studenti si sentano curati e coinvolti in un rapporto. La relazione è vitale. Ed è qualcosa che nessuna macchina può replicare”.
Questo fattore chiave della formazione (e ancor più della componente educativa della stessa) è particolarmente vero nella formazione manageriale post-lauream, dove le relazioni interpersonali e lo scambio tra pari sono componenti cruciali dell’esperienza educativa. In conclusione, l’integrazione della GenAI nella didattica offre potenzialità importanti per rivoluzionare il campo dell’educazione, in particolare in segmenti specifici come quello della formazione manageriale post-lauream.
Tuttavia, la capacità di rendere tali potenzialità positive richiede un approccio consapevole che metta al centro la relazione umana e la personalizzazione dell’apprendimento. Solo così sarà possibile sfruttare appieno i benefici di questa tecnologia, minimizzando al contempo i rischi associati. La GenAI può diventare un alleato prezioso nella formazione manageriale, migliorando la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, ma solo se utilizzata in modo responsabile: ancora una volta, noi docenti e studenti ne dovremo essere i protagonisti.