Il coraggio dell'utopia

Allenare le soft skills: più difficile di quello che sembra

LeaderWorld

Nella realtà contemporanea, caratterizzata da elevata complessità, incertezza, cambiamenti accelerati e spesso imprevedibili, le soft skills assumono una rilevanza strategica e quindi è necessario interrogarsi sulle modalità migliori per allenarle e potenziarle. Marco Vergeat approfondisce il tema con Stefania Contesini in questo nuovo appuntamento con la rubrica LeaderWorld


Negli ultimi anni il dibattito sulla rilevanza delle soft skills si è rinvigorito al punto da trovarle sempre ai primi posti nelle classifiche delle competenze necessarie e risolutive per la riuscita delle persone nel lavoro e per il successo delle imprese. In realtà sono almeno quattro decenni che società di consulenza, centri di formazione e school of management fanno delle soft skills un oggetto di insegnamento anche se con esiti di apprendimento e ricaduta sulle performance non sempre “felici”.  È pur vero che nella realtà contemporanea, caratterizzata da elevata complessità, incertezza, cambiamenti accelerati e spesso imprevedibili, le soft skills assumono una rilevanza strategica e quindi è necessario interrogarsi sulle modalità migliori per allenarle e potenziarle.

La definizione del perimetro

La prima questione è la loro definizione. In generale possiamo considerarle competenze trasversali a più ruoli professionali, fondamentali per affrontare e risolvere con successo le problematiche che i diversi contesti quotidianamente pongono.  Si potrebbe aggiungere anche che tali competenze sono indispensabili per valorizzare e rendere pienamente finalizzate a un risultato anche le competenze di natura tecnico-specialistica. Nel mondo della formazione, la distinzione e la conseguente separazione tra soft skills e hard skills ha origine negli Anni ’70 con l’obiettivo di mettere in primo piano alcune caratteristiche personali e capacità che fino a quel momento non avevano avuto degna valorizzazione e attenzione. Tale separazione di valore metodologico si è poi cristallizzata, sancendo una distanza e una diversità un po’ troppo radicale tra le due dimensioni della competenza. Nella realtà si tratta di due dimensioni integrate dell’agire professionale, l’una coessenziale all’altra. Facciamo alcuni esempi. Non si può comunicare efficacemente ed essere credibili in un determinato contesto a prescindere dal dominio dei contenuti e dai messaggi che si vogliono trasferire, oppure non si può essere propositivi e aggiungere valore, collaborando in un team, se non si padroneggiano le conoscenze che sono necessarie a perseguire lo scopo comune. Come leader non si è credibili e quindi non si può esercitare influenza se si è ritenuti incompetenti. Questa coessenzialità/complementarietà, che nella realtà è data tra le due dimensioni della competenza, sfida gli enti erogatori di formazione a organizzare processi formativi sulle soft skills fortemente contestualizzati, negli esempi, nelle simulazioni, nella costruzione dei casi e, ove possibile, a partire da progetti, compiti e situazioni di realtà.

Normalmente, quando si parla di soft skills si fa rifermento a capacità quali comunicare efficacemente, collaborare in un team, affrontare e risolvere con metodo i problemi, esercitare leadership, negoziare, progettare e organizzare il lavoro, etc…  Ognuna di queste per essere esercitata compiutamente comporta l’attivazione di diversi componenti, non solo abilità e conoscenze, ma anche valori, caratteristiche personali e abitudini di cui bisogna avere consapevolezza. È importante sottolineare la stratificazione dei componenti costitutivi le soft skills al fine di evitare semplificazioni nella formazione, nella valutazione e nello sviluppo di queste competenze. In troppi casi, infatti, la loro formazione si riduce nel fornire istruzioni comportamentali (anche scarsamente suffragate da buone teorie), tecniche e tool come se si potessero concepire regole e “ricette” buone per tutte le situazioni e indipendenti non solo dalle caratteristiche e dalle finalità dei diversi contesti, ma anche dai valori e dalle caratteristiche delle persone coinvolte. Questo tipo di semplificazioni è stata anche la causa della scarsa efficacia che la formazione su questi temi ha avuto negli ultimi decenni e continua, sovente, ad avere tutt’oggi, minando anche la credibilità dell’investimento formativo.

Una formazione efficace

Quali sono dunque le condizioni di efficacia per la formazione in tema di soft skills? Ne identifichiamo tre che consideriamo le principali: l’approfondimento dei valori che ispirano, danno senso e scopo all’esercizio di ciascuna soft skill, il rafforzamento di alcune abilità (meta-competenze) che ne costituiscono l’architrave, la consapevolezza di sé e quindi delle proprie caratteristiche, inclinazioni e abitudini. A questo punto è necessario fare un esempio, lo facciamo prendendo a tema la comunicazione efficace. Comunicare efficacemente presuppone una relazione sintonica e costruttiva con gli altri, ciò necessita di riconoscere e condividere alcuni valori fondamentali quali il rispetto, la fiducia o l’abbracciare uno scopo comune. Allo stesso modo il comunicare efficacemente presuppone abilità di concettualizzazione e argomentazione necessarie ogni volta che si vuole sostenere un’idea, una proposta, una decisione. Infine, la buona comunicazione implica un buon grado di consapevolezza personale circa i bisogni psicologici e identitari che spingono a un certo stile o a una certa iniziativa di comunicazione. Quante volte, ad esempio, ci capita di assistere a interventi motivati da un bisogno eccessivo di riconoscimento, più che dalla volontà di dare un reale contributo al dialogo? Si provi ad immaginare che cosa rimarrebbe dell’efficacia comunicativa se essa fosse privata di questi aspetti qualificanti.

Una formazione efficace in tema di soft skills deve quindi garantire un processo e un’esperienza del partecipante fortemente contestualizzata e al contempo capace di integrare e allenare valori, meta-competenze e consapevolezza di sé, senza per questo trascurare l’utilizzo e la finalizzazione di alcune tecniche e tool ove ritenuti utili.

 

 

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