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Next education: la formazione manageriale si prepara al futuro

Digitale, sostenibilità, competenze. Ma anche ripartenza, rilancio, rinascita. Futuro. Queste le parole chiave della XVIII Giornata della Formazione Manageriale ASFOR, seguita il 9 luglio da oltre 450 persone, collegate alla diretta streaming. Il convegno annuale dell’associazione è stato organizzato in collaborazione con Fondazione Istud, che quest’anno celebra anche i cinquant’anni di attività.

Fabiola Gianotti

Fabiola Gianotti

Ospiti, alcuni tra i maggiori esperti di economia, società, geopolitica, innovazione, nel consueto dialogo tra mondo accademico, imprenditoria e professionisti della management education. Nel contesto della Giornata è stato conferito l’ASFOR Award for Excellence 2020 a Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern di Ginevra, premiata per la rilevanza internazionale della sua attività, nella quale ha saputo coniugare l’eccellenza nella ricerca scientifica con le capacità manageriali di vision, leadership e valorizzazione del capitale umano.

«Sono molto onorata di ricevere questo premio prestigioso, il primo che non sia legato al mio lavoro di fisica», ha commentato Fabiola Gianotti. La scienziata, intervistata da Marco Vergeat, ha raccontato la sua esperienza alla guida del Cern focalizzando l’attenzione sull’importanza della formazione in ambito scientifico. «Oggi il numero dei posti di lavoro nelle aree STEM cresce tre volte di più che ogni altro settore. Se in Italia la percentuale di giovani che scelgono di studiare discipline STEM è solo del 20% significa che non stiamo preparando la forza lavoro di domani. Serve un percorso di educazione, bisogna aumentare le ore dedicate alle discipline scientifiche, ma anche sensibilizzare i ragazzi sul fatto che molte delle sfide di oggi, quelle legate all’ambiente e al pianeta ad esempio, passano proprio attraverso un percorso scientifico. Siamo in una situazione molto delicata, da un lato la tecnologia richiede una formazione sempre più specialistica, dall’altro il mercato del lavoro evolve in maniera velocissima. Per questo è fondamentale attirare i giovani sin da bambini, dando loro gli strumenti, più che la tecnicità, il pensiero critico e l’apertura mentale, ma soprattutto la capacità di adattarsi a un mercato del lavoro che cambia di continuo»

Formazione manageriale, una leva per ripartire

Come ogni anno, la Giornata della Formazione Manageriale rappresenta il culmine delle attività associative di ASFOR, che in questa congiuntura epocale hanno registrato grande dinamismo. Il titolo della giornata, “Next education. La formazione manageriale e il futuro”, è una sintesi del percorso compiuto e un invito a continuare la riflessione. «L’Italia è entrata nella tempesta Covid in una condizione di fragilità, con una propensione all’investimento e al rischio ai minimi storici, gli ascensori sociali bloccati, una crescita del Pil vicina allo zero e un immaginario collettivo disorientato. Unici indicatori positivi, l’elevata patrimonializzazione e liquidità dalle famiglie a la competitività di alcune filiere produttive. La pandemia ha accelerato il peggioramento di un quadro già compromesso, innescando una crisi economica e sociale che si annuncia senza precedenti. La formazione manageriale potrà avere un ruolo importante nel rilancio del Paese», ha affermato il presidente di ASFOR, Marco Vergeat.

Il valore di un network consolidato

Partendo dalla riflessione sull’emergenza Covid, la Giornata ha gettato uno sguardo oltre il presente, verso il domani che ci aspetta. Indicando per la formazione manageriale l’opportunità di contribuire alla creazione di una società più inclusiva, equa e sostenibile. «Secondo i dati della nostra ultima ricerca, attraverso i percorsi formativi rivolti a neolaureati, manager, imprenditori e professionisti, il sistema degli associati Asfor raggiunge ogni anno oltre 200mila partecipanti. Una platea ampia e qualificata, capace di incidere nella gestione imprenditoriale e organizzativa del nostro Paese, orientando valori e motivazioni delle imprese. Da parte sua, ASFOR favorisce l’incontro e il dibattito tra quanti si occupano della crescita delle persone e delle organizzazioni», ha sottolineato Vergeat.

Una giornata in tre focus

A tratteggiare gli elementi di scenario e le dinamiche economiche, sociali e geopolitiche influenzate dall’emergenza sanitaria, le voci di Veronica De Romanis, docente di Economia europea presso l’Università Luiss Guido Carli, Paolo Magri, Vicepresidente esecutivo e direttore dell’ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, e Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis, condotti da Marco Vergeat e Marella Caramazza, Direttore Generale di Fondazione Istud e consigliere ASFOR.

«Dopo il trauma collettivo che abbiamo vissuto, è necessario formare una classe dirigente privata e pubblica all’altezza della incertezza e delle difficoltà che ci aspettano. Abbiamo voluto lanciare un dibattito sui valori e le competenze che servono per superare la crisi e accelerare il ripristino di una società equa e florida per tutti, in cui trasformare le visioni in progetti realizzabili e concreti», ha spiegato Marella Caramazza.

L’impatto del digitale La trasformazione digitale e le opportunità che l’innovazione tecnologica apre fuori e dentro le aziende sono state al centro del primo focus tematico della Giornata, in cui il Vicepresidente vicario di ASFOR, Giorgio Colombo, ha moderato la discussione tra Luciano Floridi, Professore Ordinario di Filosofia ed Etica dell’Informazione presso la Oxford University, Federico Frattini, Dean del MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business, e Livio Livi, HR Director Q8 Petroleum Italia. «La trasformazione digitale combinata con l’emergenza epidemiologica ci pone di fronte a sfide non riconducibili a un semplice momento di cambiamento. L’impressione è quella di essere di fronte a un vero salto d’epoca, che investe alla radice modelli e valori consolidati. Alcuni temi si impongono alla nostra attenzione: il ruolo dell’education nel disegnare un nuovo modello d’impresa e preparare coloro che dovranno interpretarlo e guidarlo; il ripensamento dei sistemi di apprendimento tra formazione in presenza e formazione a distanza, che tenga conto della nascita di nuove aspettative e nuovi bisogni da parte delle persone che lavorano», ha sottolineato Colombo.

Sostenibilità e nuovi paradigmi

Sui nuovi paradigmi della sostenibilità e sulle nuove istanze sociali e culturali, di cui la formazione manageriale deve farsi portatrice, si sono confrontati Manuela Brusoni, Academic Board Member of ABIS – The Academy of Business in Society, con Marco Frey, Presidente Global Compact Network Italia, e Mauro Magatti, sociologo ed economista dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. «Dalle crisi non si esce mai uguali, ma migliori o peggiori – ha commentato Elio Borgonovi, Presidente di APAFORM e moderatore del panel -. Uscirne migliori vuole dire riuscire a recuperare un equilibrio tra dimensione sociale e dimensione economica, anche tramite una formazione ripensata su nuovi paradigmi. La sostenibilità di lungo periodo è l’esatto contrario dell’ottimizzazione di breve periodo che ha caratterizzato l’ultimo quarto di secolo, dominato dalla finanza globale».

Il valore delle competenze

«La trasformazione digitale sta cambiando la nostra vita e potrà aiutare lo sviluppo solo se sarà accompagnata da competenze sistemiche e multidisciplinare», ha commentato Marella Caramazza animando la discussione che ha messo la lente sul passaggio dalla strategia all’attuazione, dalla vision all’execution, coinvolgendo Antonio Calabrò, vicepresidente Affari istituzionali, organizzazione, cultura, legalità di Assolombarda, con Marina Ristori, direttore area Organizzazione e Sviluppo professionale Comune di Milano, Mario Paterlini, CEO di Gruppo Sapio, e Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza. «La formazione manageriale è una leva fondamentale per il cambiamento, perché integra, con forte rilevanza pratica, cultura e conoscenze tecniche, economiche, umanistiche e sociali, in un mix in grado di far fronte alla crescente complessità della nostra società ed economia. Iniziative come quella di oggi sono una risorsa per tutti i decisori che stanno affrontando questa fase carica di incertezza», ha concluso Caramazza.