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Immagine L’importanza del Massive Transformative Purpose

L’importanza del Massive Transformative Purpose

Il Massive Transformative Purpose (MTP) sta diventando sempre più rilevante per le organizzazioni, offrendo numerosi vantaggi. Rappresenta una guida strategica perché fornisce una visione audace che ispira dipendenti, clienti e altre parti interessate, accompagnando così l'azienda verso un significato più profondo. È un fattore determinante nell’attrazione dei talenti: richiama individui motivati, desiderosi di contribuire a cause significative.
Immagine Il mondo del lavoro oggi: persone e imprese tra aspettative e nuovi valori

Il mondo del lavoro oggi: persone e imprese tra aspettative e nuovi valori

La ricerca ASFOR-ISVI sul vissuto del lavoro nei lavoratori italiani si colloca in un quadro complesso e in evoluzione, in cui, a elementi positivi come l’alto tasso di occupazione e una certa vitalità imprenditoriale, si accompagnano i ben noti problemi strutturali dell’Italia, che, nel clima attuale di diffuso sonnambulismo[1], sono ben lungi dall’essere dibattuti e affrontati. È un clima che si spiega non già perché l’Italia manchi di importanti giacimenti di energia, bensì perché manca il requisito primo per mobilitarla: una chiara e credibile prospettiva di sviluppo a medio lungo termine da condividere, capace di generare consensi e muovere alla sua realizzazione.
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Lavoro, generazioni e valori senza tempo

L'imprenditorialità non è solo una questione di possedere azioni o di dirigere un'azienda; è una mentalità, un approccio al lavoro che tutti possiamo adottare. Ogni persona può e deve sentirsi imprenditore del proprio ruolo, poiché l'azienda non è un'entità astratta, ma una comunità di individui con obiettivi e aspirazioni comuni.
Immagine Allargare i confini per ridisegnare la formazione: il formatore come architetto degli ambienti di apprendimento. Intervista a Raoul C. D. Nacamulli

Allargare i confini per ridisegnare la formazione: il formatore come architetto degli ambienti di apprendimento. Intervista a Raoul C. D. Nacamulli

Il tema che fa da fil rouge al nuovo numero di formaFuturi è legato ai contenuti e ai modelli di apprendimento e alla necessità di ripensarli alla luce di uno scenario che la “digital transformation” e l'impatto della pandemia hanno profondamente mutato. Abbiamo approfondito il tema con Raoul C.D. Nacamulli, Professore di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane e Fondatore di OpenOrg, che proprio a metà di quest’anno ha pubblicato con Alessandra Lazazzara, professore associato di Organizzazione Aziendale all’Università Statale di Milano, la seconda edizione fortemente rivista ed aggiornata con capitoli nuovi del libro “L'ecosistema della formazione: allargare i confini per ridisegnare lo sviluppo organizzativo” (Edizioni Egea).
Immagine I sentieri inediti di una leadership creativa

I sentieri inediti di una leadership creativa

Con questo breve intervento non pretendo di definire “il segreto della leadership e della cultura d’impresa italiane”. Vorrei piuttosto fornire alcuni spunti, quasi colpi di evidenziatore su quelle parole che ruotano attorno alla creatività, che della leadership e della cultura imprenditoriale italiana costituisce un tratto essenziale.
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Formazione e competenze oggi

La funzione della formazione sta vivendo oggi un nuovo protagonismo, non narcisistico e neanche così consapevole, ma determinato dalla difficoltà di muoversi nella complessità crescente che ci investe. Leggiamo che per diventare esperti i nostri insegnanti, secondo l’ultima proposta di riforma scolastica, dovranno svolgere nove anni di formazione permanente. Il continuous learning è ormai un mantra organizzativo da diversi anni o, più banalmente, ogni qual volta in azienda si presenta un caso critico.
Immagine Cambiare mentalità: la sfida della leadership in tempi di crisi

Cambiare mentalità: la sfida della leadership in tempi di crisi

Cambiare mentalità è una metafora potente che però nel corso del tempo si è progressivamente banalizzata con l’uso (o meglio con l’ab-uso) diventando parte integrante nel linguaggio di tutti i giorni. Ha subito, cioè, quel meccanismo che i linguisti chiamano catacresi, quando la metafora perde il suo potere evocativo, la sua forza fulminea e diventa parola ordinaria.
Immagine Le imprese e i loro leader nella società ibrida. Conversazione con Linda Gilli e Mario Paterlini

Le imprese e i loro leader nella società ibrida. Conversazione con Linda Gilli e Mario Paterlini

Che cosa abbiamo imparato in questi ultimi due anni, fortemente segnati dal trauma pandemia? Quali inaspettati effetti positivi ha generato la crisi e quali fronti rimangono invece aperti, portando con sé una serie di problematicità? Lo scorso 16 giugno, in occasione della XX Giornata della Formazione Manageriale ASFOR, abbiamo cercato di dare una risposta a questi interrogativi coinvolgendo due figure di rilievo del nostro panorama imprenditoriale e manageriale: Linda Gilli, Presidente e AD di Inaz, e Mario Paterlini, Amministratore Delegato di Gruppo Sapio. Nel corso della sessione intitolata “Engagement, iniziativa e innovazione nella società delle relazioni ibride”, insieme a loro abbiamo cercato di trovare una bussola per orientarci in uno scenario complesso che ha fortemente condizionato non solo l’organizzazione del lavoro, ma anche il vissuto delle persone e la loro relazione con l’azienda.
Immagine Leadership: un equilibrio di antiche e nuove qualità

Leadership: un equilibrio di antiche e nuove qualità

Negli ultimi cinquant’anni la ricerca delle condizioni di efficacia della leadership nel mondo del lavoro ha generato un’enorme produzione di teorie e modelli. Essi sono maturati insieme all’evoluzione dei sistemi produttivi, dei modelli organizzativi dell’impresa e del cambiamento tecnologico e culturale. Non stupisce che dal mondo delle imprese, come anche nel dibattito pubblico, emerga oggi una domanda di nuova leadership.
Immagine Il manager gentile e gli strumenti Nudge

Il manager gentile e gli strumenti Nudge

Il tema della gentilezza è molto importante oggi. Tra la crisi del capitalismo e quella delle organizzazioni di lavoro registriamo un disagio altissimo che si esprime ad esempio nel fenomeno della Great Resignation, ovvero l’abbandono del posto da parte di milioni di persone. La fatica a dare un senso e ad avvertire il calore della relazione con i colleghi, sfibrano i rapporti e rendono l’esperienza lavorativa sempre più difficile.