Giuseppe Acierno, Presidente del Distretto Tecnologico Aerospaziale Pugliese, racconta lo sviluppo dell’ecosistema aerospaziale regionale tra innovazione, startup e infrastrutture strategiche. Una visione integrata per rendere la Puglia un punto di riferimento nazionale e internazionale nell’Economia dello Spazio

Giuseppe Acierno
L’ESA BIC a Brindisi è uno degli incubatori spaziali italiani più attivi. Quali fattori hanno reso possibile la sua apertura in Puglia e cosa rappresenta, oggi, per il sistema dell’innovazione regionale?
ESA BIC Brindisi è una delle tappe del percorso di sviluppo e consolidamento del Distretto in Puglia e del suo impatto su un territorio vasto, extraregionale. Siamo i primi ed i soli nel Mezzogiorno d’Italia a presidiare e gestire il nodo della rete degli incubatori dell’Agenzia Spaziale Europea: i due Politecnici, la Regione Lazio e a Sud noi. Il BIC Brindisi è una delle iniziative che caratterizzano questa fase della vita del Distretto orientata a consolidare presidi di know-how e servizi a supporto dello sviluppo delle PMI favorendo un necessario allargamento della base industriale che tra l’altro trova nelle tecnologie spaziali una grande opportunità per lo sviluppo di nuove attività. Lo spazio sta aprendo innumerevoli opportunità per far sì che le sue tecnologie trovino forme di valorizzazione e utilizzo fuori dal contesto spaziale. Basti pensare a quanto accade in termini di creazione di nuovi modelli di business grazie all’uso dei dati satellitari. Ma come dicevo l’ESA BIC è una delle iniziative messe in campo a cui si affiancano il Digital Innovation Hub, il Test Bed di Grottaglie, i range urbani di Bari in Fiera del Levante e Taranto, tutti da noi progettati, realizzati e gestiti.
Che tipo di startup e progetti sono già stati supportati dall’incubatore? Ci può raccontare qualche caso di successo o un ambito particolarmente promettente?
ESA BIC Brindisi supporta startup che applicano tecnologie spaziali in modo interdisciplinare, sviluppando soluzioni che sfruttano dati satellitari e connettività spaziale in settori diversi e strategici. Tra i progetti incubati ci sono piattaforme che uniscono energia solare e connettività satellitare per abilitare applicazioni IoT in aree remote e soluzioni di agricoltura di precisione basate su osservazione della Terra per ottimizzare l’uso dei fertilizzanti e favorire la sostenibilità. Altre startup innovano nel campo spaziale con software per la progettazione di satelliti e sistemi complessi, oppure con tecnologie hardware ad alta velocità per la comunicazione tra piccoli satelliti, migliorando la trasmissione dati in tempo reale. Non mancano sviluppatori di sensori avanzati per il monitoraggio della radioattività, con strumenti portatili e integrabili su droni. Sul fronte energia e ambiente, alcune realtà stanno creando sistemi modulari per l’autosufficienza energetica e idrica, combinando energie rinnovabili, idrogeno e tecnologie di purificazione, ottimizzati tramite dati satellitari. Un’altra startup si occupa di agricoltura rigenerativa e certificazione dei crediti di carbonio, utilizzando tecnologie spaziali per garantire trasparenza e precisione nel monitoraggio della biomassa e dell’uso del suolo. A un anno e mezzo dal lancio, ESA BIC Brindisi si trova ad accompagnare startup che stanno trasformando idee in prototipi funzionanti, avviando progetti pilota, acquisendo i primi clienti, siglando collaborazioni, raccogliendo investimenti, validando tecnologie e proteggendo la proprietà intellettuale tramite brevetti. Un percorso che conferma la forza del nostro approccio, capace di tradurre l’innovazione spaziale in applicazioni concrete e interdisciplinari. Siamo convinti che lo spazio non sia solo “rocket science”. Spesso chi si avvicina al settore ha qualche timore, ma la maggior parte delle startup che supportiamo sviluppa applicazioni che utilizzano dati spaziali, un campo vasto e interdisciplinare. Come incubatore ESA, offriamo accesso diretto a investitori e partner strategici internazionali, con il valore aggiunto del marchio ESA che dà credibilità. Inoltre, grazie a DTA, le nostre startup possono contare su un network locale e globale molto rilevante e facilmente accessibile, che facilita la loro crescita e scalabilità.
Oltre all’incubatore, la Puglia può contare anche sullo spazioporto di Grottaglie: come immagina la sinergia tra queste due realtà nei prossimi anni?
La visione e il percorso legato allo spazioporto è un’altra delle iniziative del DTA, avviata quando svolgevo il ruolo di Amministratore Unico degli aeroporti pugliesi con l’obiettivo di fare dell’aeroporto di Grottaglie un hub europeo di attrazione e insediamento di iniziative dedicate all’R&S e alla produzione. Fin da allora lo spazioporto voleva concettualmente essere un luogo che andasse al di là delle operation spaziali e che fungesse da attrattore, catalizzatore e moltiplicatore di spinte e sfide tecnologiche e produttive legate al mondo aerospaziale. Tra l’altro abbiamo sempre pensato e operato guardando al distretto come un ecosistema, come oggi appunto viene definito, fatto di elementi interconnessi e che trovano forza appunto nella loro integrazione e connessione. Non solo un modello concettuale, ma una concreta modalità di approccio. Il nostro BIC, infatti, a differenza di tutti gli altri italiani, ha fatto della messa a fattor comune di competenze e risorse dei soci ed altri partner il suo modello di funzionamento e gestione. Insomma, il BIC è così una porta di ingresso per un mondo che non è solo quello dei servizi alle startup, ma una rete di valore materiale e immateriale distribuito su diversi soggetti, ambiti e infrastrutture. Il BIC, al pari delle altre nostre iniziative e presidi di formazione, quale l’ITS Aerospazio, ricerca e servizi, è un tassello di un sistema integrato e cooperante i cui flussi in entrata e uscita da ogni singolo nodo divengono sostanzialmente automatici. Un esempio lo si può fare guardando al fermento delle iniziative di startup concentrate sullo sviluppo di nuove forme di propulsione spaziale che si rivolgono al BIC e quanto questo possa esser rafforzato dall’avere noi a Grottaglie laboratori, realizzati con i nostri soci universitari, che complementano ciò che il BIC di per sé può offrire.
Il settore aerospaziale sta crescendo rapidamente a livello globale. Quali sono, secondo lei, le principali leve che l’Italia – e la Puglia in particolare – dovrebbe attivare per restare competitiva e attrattiva per investimenti e talenti?
È corretto pensare che le leve debbano avere una dimensione extraregionale per sostenere la crescita competitiva dell’aerospazio italiano nel contesto e mercato globale. Le policy non possono che essere innanzitutto nazionali, faccio un esempio. Abbiamo tutti consapevolezza di quanto valore non venga prodotto dal sistema industriale nazionale a causa delle sempre maggiori difficoltà a trovare o trattenere non dico talenti, ma figure professionali. Tanti rischiano di non crescere quanto potrebbero a causa di una scarsità di competenze. Per mettere mano dovremmo quindi toccare diversi tasti: i salari, l’offerta formativa di qualità, la dispersione scolastica, i modelli formativi, il decremento demografico e così via. Solo una politica nazionale può quindi pensare a una politica idonea a superare questo gap, non bastano le singole università o le singole regioni. In questo io poi vedo una grande potenzialità per il Mezzogiorno, che potrebbe basare su un piano di sviluppo di competenze per i nuovi “mercati”, legati ad alto contenuto di tecnologia nei prodotti e servizi, una spinta e uno slancio. Credo che il tema delle competenze, il cosiddetto skill gap, debba essere attenzionato maggiormente quando guardiamo ad un Paese che nel futuro vuole continuare ad essere un grande Paese manufatturiero.
IL PERSONAGGIO
Giuseppe Acierno, sposato e padre di tre figli, ha ricoperto numerosi ruoli e svolto diverse funzioni in aziende pubbliche e private italiane, nonché in enti pubblici, maturando diverse esperienze nel settore aerospaziale. Oggi è Presidente e Direttore Generale del Distretto Tecnologico Aerospaziale (DTA) Scarl, membro dell’organo di governo del Cluster Tecnologico Aerospaziale Nazionale, di cui è stato primo Presidente e fondatore, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione ITS Aerospace Puglia, di cui è stato fondatore, responsabile dell’incubatore BIC della rete europea ESA BIC, di cui è stato fondatore, responsabile dell’infrastruttura di ricerca italiana Test Bed dell’Aeroporto di Grottaglie.
Ha ricoperto diversi ruoli, tra cui Amministratore Delegato della rete aeroportuale pugliese, membro del Consiglio di Amministrazione di ENAV, fornitore italiano di servizi di navigazione aerea, svolgendo le funzioni di Presidente del Comitato per la Sostenibilità e di Presidente del Comitato per la Remunerazione e le Nomine. Negli anni precedenti è stato membro del tavolo tecnico per i velivoli a pilotaggio remoto istituito dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile – ENAC; Capo di Gabinetto dell’Amministrazione Provinciale di Brindisi; Comandante della Polizia Provinciale di Brindisi; membro del Consiglio di Amministrazione dell’IPRES – Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali; consulente URPP (Unione Regionale delle Province Pugliesi). Attualmente responsabile di numerosi progetti di ricerca e sviluppo, è stato professore a contratto presso la Scuola di Dottorato Internazionale del Politecnico di Bari. Presidente del CTS For Fly – formazione delle risorse umane presso l’insediamento Alenia Grottaglie (2007-2008); membro del comitato tecnico della Regione Puglia per l’accordo quadro Finmeccanica/Regione Leonardo; responsabile relazioni esterne e affari generali del parco scientifico e tecnologico Pastis CNRSM; assistente parlamentare presso la Camera dei Deputati italiana, XIII legislatura. Specializzato in Relazioni Internazionali presso la SIOI, è attualmente Console Onorario della Repubblica di Polonia in Puglia.