Economie del futuro

Dialogo tra generazioni. Lauree STEM versus filosofia

Ottovolante dell’economia

Durante la cena un nonno chiese al giovane nipote iscritto all’ultimo anno di liceo: «Come è andata la ripresa delle lezioni in presenza dopo l’ennesimo lockdown?». Il nipote, che aveva un ottimo rapporto con il nonno e con il quale scherzava spesso, rispose «Tutto bene, ma oggi ho imparato una cosa che mi ha molto incuriosito. Un prof, commentando la situazione economica, ha detto che ogni italiano ha circa 40 mila euro di debiti. Vorrà dire che tu e la nonna dovete mettere sul conto corrente mio e di Giulia, 40 mila euro per pagare la vostra quota».
Il nonno si mise a ridere e rispose. «Adesso ti spiego gli scherzi della statistica. La nostra famiglia ha un debito complessivo di 240 mila euro che corrisponde a voi due ragazzi, i vostri genitori e noi due nonni. Quando io e la nonna moriremo, speriamo il più tardi possibile, voi ragazzi e i vostri genitori resterete con soli 160 mila euro di debiti e inoltre avrete la nostra eredità».

A questo punto intervenne il padre. «Ehi voi due, mi sembra che vi siate bevuti il cervello. L’unica cosa seria da dire a Giovanni è che invece di pensare al debito dovrebbe pensare al suo futuro. Visto che ha dubbi sull’università da scegliere, mi permetto di consigliare che scelga una laurea STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), così potrà trovare facilmente lavoro nelle professioni emergenti e consentire a me e alla mamma di goderci una pensione tranquilla, anche con i soldi dei nonni».

Giulia, che fino ad allora era rimasta silenziosa, e che era iscritta al primo anno di liceo classico, intervenne nella discussione: «Io ho deciso di studiare filosofia e vi spiego perché. Ho letto che Picasso definì i computer stupidi perché sanno dare solo risposte. Invece mi hanno insegnato che la filosofia aiuta a fare le domande giuste sulle persone e sulla società. Io voglio fare questo e dopo la laurea in filosofia chiederò ai nonni di pagarmi un bel master che mi consenta di capire anche come funzionano l’economia e i numeri». Giovanni, che non perdeva occasione per far notare alla sorella che lui era il primogenito, reagì ridendo «Io troverò subito un bel lavoro e ben pagato, ma non pensare che ti aiuti quando resterai disoccupata».

Giulia, che era un caratterino tosto, per niente intimorita, rispose: «Ci rivedremo a 35 anni, caro fratello, quando io diventerò il capo dell’azienda in cui tu continuerai a occuparti di quelle stupide macchine». La serata finì con una grande risata e un buon dolce che fece felici tutti.

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