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Paolo Bruttini

Socioanalista, imprenditore e consulente di sviluppo organizzativo, è socio fondatore e presidente di Forma del Tempo. Svolge ricerca, formazione e consulenza su Open Leadership e Open Organization.
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Resignation? Participation!

Il sottotitolo del volume “Deep purpose” del professore di Harvard Ranjay Gulati, un best seller della letteratura manageriale dell’anno 2022, è “The heart and soul of high-performance companies”. È proprio di cuore ed anima che parliamo quando ad un’organizzazione non basta più focalizzare le classiche mission e vision, ma si domanda qual è lo scopo ultimo a cui dedicare i propri sforzi. L’interrogativo è legittimo per lo sviluppo del fenomeno della Great Resignation, oggi in parziale contrazione, considerato da molti come un indicatore delle difficoltà a motivare, coinvolgere e trattenere le persone nelle imprese.
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Hopeless, spaceless

Fanno riflettere dati della ricerca ASFOR-ISVI comunicati durante il XIII Leadership Learning Lab del 22 novembre scorso. Fa riflettere vedere come i lavoratori siano in gran parte soddisfatti (82%) del loro lavoro, in particolare delle relazioni con i colleghi, delle mansioni svolte e anche degli orari di ufficio, ma che allo stesso tempo vi siano motivi di “rancore”. Infatti, il 72% ritiene di dare all’azienda più di quanto riceve e solo il 45% pensa di avere possibilità di crescita professionale. La tesi dei ricercatori, dunque, è che se non si vedono prospettive professionali, il lavoro smette di essere una leva identitaria e di crescita personale e sociale. Vi è una “lateralizzazione” del lavoro stesso nelle priorità personali e, quindi, un dirottamento degli investimenti psichici su altri aspetti.
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Intelligenze multiple e introversione

Il modello delle intelligenze multiple si deve allo psicologo Howard Gardner che negli anni ‘80, partendo dallo studio di soggetti con lesioni al cervello, ha individuato forme diverse di intelligenza. Per tale motivo chiedersi quanto una persona sia intelligente significa innanzitutto domandarsi a quale intelligenza ci si stia riferendo. Questi studi ci portano ad affermare che, se disponiamo di più intelligenze, vuol dire che siamo individui, ma che, al tempo stesso, siamo espressione di una molteplicità. Ovvero che ognuno di noi, è al tempo stesso un singolo e il risultato di un confronto tra dimensioni diverse.
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Intelligenza Artificiale, formazione umana. Intervista a Federico Cussigh

In questi ultimi mesi siamo entrati in contatto con le performance straordinarie dei sistemi di Intelligenza Artificiale e in particolare di ChatGPT. Un amico professore, mi ha confessato di aver somministrato a ChatGPT il compito scritto che assegna ai suoi allievi del corso di laurea triennale e di aver ricevuto un testo a cui avrebbe dato il voto massimo. L’allievo già supera il Maestro. Abbiamo approfondito il tema con Federico Cussigh, Senior Partner di R-Tree Technologies, quale sarà l’impatto sulla formazione delle nuove tecnologie AI.
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Dammi il mio futuro

Alla scoperta dell’esperienza dei FARM di Parma, tra imprese, scuole e territorio Se avete mai pensato alla Scuola come un’esperienza fondamentale per la vostra vita, un’esperienza punteggiata tuttavia da tante lezioni noiose, docenti auto referenziali e apprendimenti poco applicabili nel mondo del lavoro, il modello dei FARM di Parma vi stupirà piacevolmente. Alberto Sacchini, Direttore […]
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Il manager gentile e gli strumenti Nudge

Il tema della gentilezza è molto importante oggi. Tra la crisi del capitalismo e quella delle organizzazioni di lavoro registriamo un disagio altissimo che si esprime ad esempio nel fenomeno della Great Resignation, ovvero l’abbandono del posto da parte di milioni di persone. La fatica a dare un senso e ad avvertire il calore della relazione con i colleghi, sfibrano i rapporti e rendono l’esperienza lavorativa sempre più difficile.
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Formare lo “smart working mindset”

Il fondatore della psicologia sociale Kurt Lewin ha focalizzato, molti anni fa, un’antinomia molto importante per comprendere la natura del cambiamento. Un cambiamento lo posso leggere con un approccio obiettivistico (e allora si chiama change) ed è quindi collocato fuori di noi e viene imposto. Altrimenti il cambiamento è partecipato (changing) e comporta un investimento psichico nelle persone che ne sono investite.
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Flipped now!

La recente svolta pandemica ha portato i progettisti di formazione e i docenti a mettersi in discussione. I modelli classici, che vedono un’alternanza tra didattica d’aula, esercitazione (in presenza o a distanza) e studio individuale, hanno mostrato molti limiti, nel nuovo contesto in cui, a volte, viene meno l’interazione in presenza e la partecipazione al corso, attraverso gli schermi dei computer, è molto più difficile.
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Pane, impresa e ottimismo

Conversazione con Miriam Cresta, CEO di Junior Achievement Italia, associazione non profit dche prepara i giovani all'imprenditorialità e al loro futuro lavorativo, attraverso metodi e programmi didattici pratici ed esperienziali
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Com’è l’acqua?

Portando con me il dilemma irrisolto tra quantità e qualità delle relazioni in Rete ho incontrato Andrea Attanà, Official Public speaker e Sales Manager di LinkedIn dal 2014. È anche un autore di successo. È un blogger (“Buone notizie”) e sta uscendo il suo volume “Link”. Con il suo lavoro, è in contatto con le più grandi aziende italiane a cui propone i servizi di LinkedIn, ma, soprattutto, la filosofia di un’azienda la cui mission è “garantire un’opportunità ad ogni professionista del mondo”.
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Dall’ingranaggio alla leva

Nell’antica Grecia, madre della nostra civiltà, vi erano quattro parole per indicare quattro diverse concezioni di tempo. Mi è venuta in mente questa cosa quando ho riletto la definizione di sostenibilità del Rapporto Brundtland, il primo documento ufficiale in cui se ne parla.