purpose

Immagine Alle radici del purpose. Intervista a Marco Vergeat

Alle radici del purpose. Intervista a Marco Vergeat

L’impiego del concetto di “purpose” all’interno delle organizzazioni contemporanee è sempre più diffuso. Il termine ha assunto un significato che supera la mera nozione di scopo, di missione o visione per abbracciare questioni di etica e obiettivi a lungo termine. Attraverso questo dialogo con Marco Vergeat, Presidente di ASFOR, l’articolo indaga l’evoluzione del concetto di purpose, con un excursus che, partendo dalla letteratura manageriale, arriva ad analizzare quanto questo elemento influisca attualmente sull’identità e sull’impatto sociale delle imprese.
Immagine Purpose, identità, valori, benessere individuale. La comunicazione interna parla ai giovanissimi

Purpose, identità, valori, benessere individuale. La comunicazione interna parla ai giovanissimi

«Innovazione, sostenibilità, attenzione alle persone. Sembrano temi lontani dal business, ma in realtà rendono distintiva l’azienda». «È sempre più importante comunicare che tipo di azienda siamo, piuttosto che il lavoro che facciamo». «Siamo nel pieno di un cambio di paradigma. Le aziende italiane sono pronte?» Sono alcune delle osservazioni emerse dalle interviste che imprenditori e manager di 40 aziende italiane hanno rilasciato nell’ambito della ricerca “About us. Persone, leadership, valori: i trend della comunicazione interna e dell’employer branding nelle aziende italiane”.
Immagine Una nuova alleanza fra generazioni per progettare l’Italia del futuro. Intervista a Francesco Billari

Una nuova alleanza fra generazioni per progettare l’Italia del futuro. Intervista a Francesco Billari

Nella sua ultima opera “Domani è oggi. Costruire il futuro con le lenti della demografia”, pubblicata da Egea nel 2023, Francesco Billari, Professore di Demografia e Rettore dell'Università Bocconi di Milano, propone una visione innovativa e proattiva sul futuro dell'Italia, esplorando le potenzialità di un approccio multidisciplinare che abbraccia la demografia e l'istruzione. Ma in che modo le istituzioni educative possono contribuire alla costruzione di un futuro che non solo sia in grado di accogliere, ma anche di valorizzare al massimo i giovani, promuovendo un'istruzione che sia consapevole delle realtà sociali emergenti e delle necessità di un mondo in rapido cambiamento? Con questa intervista a Francesco Billari abbiamo cercato di rispondere a questo interrogativo.
Immagine Comunicare il purpose all’interno delle aziende

Comunicare il purpose all’interno delle aziende

Nel panorama sempre più competitivo del mercato globale e dei singoli business, le aziende possono avere migliore successo se non si limitano a concentrarsi esclusivamente sui profitti e sulle metriche finanziarie ma guardano anche all’anima sociale. Questa “significa” valori di riferimento con un nobile scopo definito e comunicato in un purpose, ovvero uno scopo più ampio e significativo che va oltre la mera realizzazione di profitti. Il purpose rappresenta l'essenza di ciò che un'azienda cerca di realizzare nel mondo e fornisce una bussola morale che guida le azioni e le decisioni   della governance e di tutta l'organizzazione.
Immagine Resignation? Participation!

Resignation? Participation!

Il sottotitolo del volume “Deep purpose” del professore di Harvard Ranjay Gulati, un best seller della letteratura manageriale dell’anno 2022, è “The heart and soul of high-performance companies”. È proprio di cuore ed anima che parliamo quando ad un’organizzazione non basta più focalizzare le classiche mission e vision, ma si domanda qual è lo scopo ultimo a cui dedicare i propri sforzi. L’interrogativo è legittimo per lo sviluppo del fenomeno della Great Resignation, oggi in parziale contrazione, considerato da molti come un indicatore delle difficoltà a motivare, coinvolgere e trattenere le persone nelle imprese.
Immagine C’è purpose e purpose

C’è purpose e purpose

Uno spettro torna ad aggirarsi tra i manager delle aziende occidentali: il purpose. Tutti lo cercano, molti vogliono costruirlo e reclamizzarlo in modo roboante, alcuni hanno deciso addirittura di fabbricarlo chiamando consulenti esterni. Il momento in cui questo concetto è uscito dalla manualistica dei consulenti ed è diventato uno dei temi di attenzione del top management è stato probabilmente la pubblicazione della celebre lettera annuale ai CEO di Larry Fink di BlackRock, uno dei più grandi e influenti fondi finanziari.
Immagine Amministrazioni pubbliche purpose or dignity driven?

Amministrazioni pubbliche purpose or dignity driven?

Molti studiosi hanno sottolineato due caratteristiche peculiari del capitalismo, che lo farebbero superiore ad altri sistemi. In primo luogo, l’attitudine ad adattarsi all’evoluzione dei bisogni, delle percezioni, delle aspettative di centinaia di milioni di persone. In secondo luogo, la sua capacità di assorbire e metabolizzare le idee e i comportamenti che nascono come critica nei suoi confronti.
Immagine Due euro e cinquanta di felicità

Due euro e cinquanta di felicità

Quindi, quali sono gli aspetti più sottili e al tempo stesso cruciali per attirare e trattenere le persone, facendo sì che i collaboratori diventino i principali ambasciatori della nostra organizzazione? Anche in questo caso, possiamo trarre ispirazione dal settore dei beni di largo consumo. Non dovremmo forse "vendere" sempre più la nostra azienda ai nostri collaboratori? È evidente che le persone sono sempre meno interessate a ciò che le aziende fanno e sempre più a ciò che esse rappresentano, i valori in cui credono e, di conseguenza, il motivo per cui esistono.
Immagine Il purpose nelle organizzazioni e il ruolo della formazione manageriale

Il purpose nelle organizzazioni e il ruolo della formazione manageriale

Siamo tutti consapevoli di vivere in un’epoca segnata da grandi cambiamenti nel mondo del lavoro. Cambiamenti che riguardano innanzitutto il senso che le persone attribuiscono a esso, e che impattano sul ruolo che svolge la formazione in impresa, in particolare quella manageriale. L’eccellente ricerca condotta nell’ambito dell’Osservatorio Managerial Learning ASFOR-ISVI, presentata a Milano lo scorso 22 novembre, ci consente di mettere a fuoco alcune delle principali trasformazioni in atto in questo ambito.
Immagine Una trasformazione da mettere in atto

Una trasformazione da mettere in atto

Stiamo assistendo a un percorso di cambiamento in cui il profitto non è più l'unico scopo di un'impresa. In questo scenario si prefigura un capitalismo ibrido e si concretizza la consapevolezza del ruolo sociale dell’impresa sia essa profit o no profit. Di questo ci parla Cristina Di Bari, imprenditrice e Vice Presidente della Fondazione Giovanni e Annamaria Cottino, ospite di Manuela Brusoni nella rubrica Idee di Qualità